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Come “aggraspare” un asteroide e portarlo in orbita lunare

Uno dei progetti piu ambiziosi della NASA prevede la ricerca, la cattura (“grasp” in inglese) e la messa in orbita intorno alla luna di un piccolo asteroide. La “Asteroid Redirect Mission”, questo il nome della missione, con lo studio di fattibilità quasi completato attende, di fatto, soltanto l’ingente investimento per la realizzazione.

Questa missione ha una dimensione cosmica affascinante in quanto rientra nel titanico progetto di conquista di Marte.

I vantaggi di una siffatta missione spaziale, decisamente complessa e che rilancerebbe l’astronautica dello spazio profondo sarebbero svariati, in primis l’opportunità di testare i nuovi vettori SLS (Space Launch System) destinati a portare l’uomo su Marte; sviluppare avionica e astronautica per grandi distanze spaziali; studiare le tecnologie adatte a catturare gli oggetti spaziali. Per la missione di studio dell’asteroide già posizionato in orbita si utilizzerà il modulo Orion, degno successore del pensionato Space Shuttle. L’Orion a propulsione SLS è un gigantesco missile del peso al decollo di 2500 tonnellate e di quasi 130 metri di altezza.

Orion al momento del distacco dal propulsore SLS  per il rientro in atmosfera. (Fonte NASA)

Orion al momento del distacco dal propulsore SLS per il rientro in atmosfera. (Fonte NASA)

Lavorare con gli asteroidi permetterebbe poi di affrontare la tematica relativa al rischio di collisione con la terra, che è tutt’altro da sottovalutare come si è recentemente visto con quello caduto in Russia, che ha causato ingenti danni materiali e un grande numero di feriti. L’idea sarebbe proprio quella di “catturare” o deviare gli asteroidi in rotta di collisione, grazie anche ad una rete di monitoraggio costante da terra ed a un telescopio ad hoc chiamato Sentinel, previsto in orbita nel sistema solare interno nel prossimo 2018.

Inoltre si potrebbero testare i sistemi di trivellamento per le prospezioni minerarie di acqua, minerali, metalli preziosi e altri elementi utili che potrebbero, in futuro, essere ricercati sui due satelliti di Marte (Phobos e Deimos). Con un poco di fortuna si potrebbe anche rintracciare del materiale organico e comprendere meglio la formazione e l’evoluzione del cosmo.

Assemblaggio di Orion (Fonte Astronautinews)

Assemblaggio di Orion (Fonte Astronautinews)

Ora gli sforzi sono concentrati nel rintraccio di un NEA (Near Earth Asteroid) ovvero di un asteroide adatto al recupero sia per dimensioni, caratteristiche e localizzazione; esistono già alcuni candidati con diametri da 6 a 10 metri.

Ad “aggraspare” l’asteroide sarebbe una navicella automatica, lanciata dal potente propulsore Atlas V, dotata di una sorta di “sacchetto” che trascinerebbe l’oggetto in orbita lunare, successivamente le missioni di ispezione, di studio e minerarie utilizzerebbero Orion per i viaggi di andata e ritorno.

Il modulo automatico senza equipaggio per la cattura dell’asteroide. (Fonte NASA)

Il modulo automatico senza equipaggio per la cattura dell’asteroide. (Fonte NASA)

Il modulo cattura asteroidi a “pieno carico”.  (Fonte NASA)

Il modulo cattura asteroidi a “pieno carico”. (Fonte NASA)

L’intera missione che prevede il lancio del modulo con propulsore Atlas V, il recupero dell’asteroide, l’arrivo in orbita lunare, il posizionamento  in orbita alta dell’oggetto (circa 10 metri di diametro per 500 tonnellate di peso, orbita stabile per alcuni decenni). (Fonte Phys.org/NASA)

L’intera missione che prevede il lancio del modulo con propulsore Atlas V, il recupero dell’asteroide, l’arrivo in orbita lunare, il posizionamento in orbita alta dell’oggetto (circa 10 metri di diametro per 500 tonnellate di peso, orbita stabile per alcuni decenni). (Fonte Phys.org/NASA)

I costi della missione ARM sono stimati, in un primo stanziamento, in 100 milioni di dollari ma col progredire della missione potrebbero passare ad alcuni miliardi di dollari; il lancio sarebbe previsto per il 2017, la missione Marte invece è prevista per il 2030. La tempistica stimata prevede circa sei/dieci anni per la presa ed il traino dell’asteroide verso la Luna e almeno altri due anni per gli studi. Visto l’andamento economico statunitense le joint venture con soggetti privati sono già state attivate.

Durante questa missione verrà anche collaudato un nuovo sistema a propulsione ionica.

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