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Un nuovo modo di concepire la neurotrasmissione

Una fondamentale scoperta, su come le cellule nervose rilascino delle sacche contenenti sostanze chimiche, cambia radicalmente il modo di concepire la neurotrasmissione, ossia il processo di propagazione degli impulsi elettrici che permettono, a loro volta, il movimento di tutto il corpo e l’espletamento delle varie funzioni biologiche. Normalmente il processo di neurotrasmissione avviene in questo modo: un impulso elettrico parte dal corpo neurale e percorre l’assone fino ad arrivare ad uno spazio che la separa dalla cellula post-sinaptica; a questo punto vescicole sinaptiche, che contengono i neurotrasmettitori, permettono il passaggio del segnale elettrico attraverso lo spazio inter-sinaptico. Tuttavia esistono due tipi di vescicole sinaptiche e il team di scienziati dell’Università della California, guidate dal Dott. Edwards, ne hanno identificato due tipologie: sembrano identiche ma, in realtà, contengono proteine differenti.

La prima tipologia comprende quelle vescicole, dalle dimensioni decisamente minori, che si trovano in corrispondenza del terminale assonico e liberano i neurotrasmettitori quando l’impulso elettrico è in ingresso. Dopo aver espletato la loro funzione, tali vescicole vengono continuamente riciclate.

La seconda tipologia di vescicole hanno dimensioni leggermente maggiori e costituiscono circa l’80 % del totale delle sacche sinaptiche contenenti i neuro-trasmettitori e, sorprendentemente, esse non rispondono ai segnali elettrici. Sono le cosiddette “vescicole dormienti” anche se non è chiaro quale possa essere la loro funzione.

Le ricerche degli scienziati mostrano che le differenze fondamentali fra i due tipi di vescicole siano causate dalla presenza di diverse proteine.  Più precisamente gli studi del Dott. Edwards dimostrano che sulle “vescicole dormienti” si trova una proteina denominata VAMP7, assente nelle “vescicole di riciclo” che, invece, contengono altri tipi di polipeptidi. Ciò dimostra che il corpo produce diverse tipologie di vescicole con diverse proteine per scopi diversi; secondo Edwards queste osservazioni hanno implicazioni di vasta portata per la nostra comprensione di come i neurotrasmettitori vengano “impacchettati”, trasportati e rilasciati. Questa ricerca contribuisce inoltre a chiarire alcuni complicati meccanismi  alla base del cervello, come ad esempio l’improvviso insorgere delle malattie neurologiche che sono, forse, in relazione al modo con cui tali vescicole vengono prodotte e rilasciate.

Secondo il Dott. Edwards le “vescicole dormienti”, apparentemente senza alcuna funzione, in realtà potrebbero aiutare i neuroni ad adattarsi ai diversi tipi di connessioni che si instaurano tra di essi e sembra che il malfunzionamento di questo processo possa provocare malattie neurologiche.


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Aggiunto in: Neuroscienze, Ricerca & Scienza

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