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Terapia genica per le orecchie

Terapia genica per l'orecchio

Una nuova terapia genica, a base di chitosano, potrebbe presto diventare una valida alternativa all'intervento chirurgico.

Le normali capacità uditive dipendono dalla presenza di cellule ciliate sane, quelle cellule interposte nell’interno dell’orecchio. La nuova terapia genica avrebbe la possibilità di rallentare la perdita o il decorso di queste cellule e, nel contempo, di favorire la crescita di cellule ciliate precedentemente danneggiate. Nella terapia genica, il materiale genetico – DNA o RNA – viene trasportato mediante un vettore che, raggiungendo le cellule, è in grado di fornire istruzioni e sostiuire i geni danneggiati. Le principali difficoltà, da parte del vettore, originano dal bisogno di apporre una protezione al suo pacchetto genetico e permettendogli di muoversi aggevolmente attraverso le membrane di protezione e l’ambiente circostante.

Il vettore deve proteggere il suo pacchetto genetico e aiutarlo a farsi strada attraverso le membrane che proteggono le cellule e l’ambiente circostante.  Inoltre, il vettore, dovrebbe raggiungere esclusivamente quelle cellule che risultano danneggiate. Per la prima volta in assoluto, le nanoparticelle di chitosano sono state utilizzate come vettore per la terapia genica nelle orecchie. Il chitosano è prodotto dai gusci dei gamberetti.

“La terapia genica potrebbe un giorno essere un’alternativa all’utilizzo di un intervento chirurgico per impiantare, impianti cocleari, in sordi e non udenti”, dice Sabina Strand, del Dipartimento di Biotecnologie NTNU. Gli studi della Strand sull’uso del chitosano nella terapia genica,  sono stati condotti in collaborazione con il Karolinska Institutet in Svezia. Qui, i ricercatori hanno tentato di usare il chitosano come un vettore per la fornitura di farmaci e geni all’orecchio interno nelle cavie. Il chitosano è stato in grado di fornire farmaci attraverso la membrana che ricopre il minimo spazio esistente tra l’orecchio medio e orecchio interno. Il chitosano è stato anche in grado di fornire i geni per le cellule ciliate. Se i risultati ottenuti sui porcellini d’India potranno essere trasferiti nelle orecchie umane è un aspetto ancora incerto. “E’ importante ricordare che il chitosano non è né tossico e né dannoso per le cellule e, per questo, risulta essere ben più valido se paragonato ad altri vettori sopratutto se consideriamo che le sue caratteristiche biochimiche ci permetterebbero di utilizzarlo su dei pazienti”, dice Strand.

 

 

 

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