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Un nuovo test per verificare lo stato di coscienza nei pazienti in coma

Il Coma Science Group (CRCyclotron, Università di Liegi / Liège University Hospital), guidato dal dottor Steven Laureys, ha sviluppato, insieme ai suoi partner a Londra, ricercaOntario, (Canada) e Cambridge (Inghilterra), un test portatile che consente una diagnosi più semplice e meno costosa dei pazienti in stato vegetativo che hanno ancora coscienza. Le conclusioni dei ricercatori  sono state pubblicate questa settimana su The Lancet.

Il desiderio di sviluppare questo semplice test di coscienza,  fa seguito a precedenti ricerche svolte dal Coma Science Group. Il professor Steven Laureys e i suoi colleghi avevano in effetti già dimostrato, nel corso del 2009, che il 40% dei cosiddetti  pazienti in stato vegetativo erano stati diagnosticati male e che in realtà avevano mantenuto un certo grado di coscienza.

Sulla scia di questa studio il team di  Laureys  presso il Liège University Hospital, su raccomandazione del Servizio Sanitario Federale, è stato in grado di prescrivere l’uso obbligatorio di una scala appositamente progettato per la rilevazione dello stato di coscienza, ormai utilizzata in ogni centro specializzato per il coma in Belgio.

Nel 2010 i ricercatori del Coma Science Group e i loro colleghi di Cambridge (Inghilterra) hanno fatto un altro passo avanti fondamentale nel mostrare che era possibile comunicare con pazienti in stato vegetativo attraverso gli scanner  la cui tecnologia è basata sulla risonanza magnetica funzionale (fMRI). Di solito, la valutazione clinica del coma è sempre avvenuta attraverso una risposta muscolare ad uno stimolo.

Questo studio ha dimostrato che, grazie alla risonanza magnetica funzionale, un medico è in grado di rilevare tracce di coscienza e perfino comunicare con il cosiddetto  aspetto ‘vegetativo’ dei pazienti a causa del fatto che mentalmente hanno risposto in modo adeguato a un compito suggerito dal valutatore. Scientificamente rivoluzionario, usando la risonanza magnetica funzionale nella valutazione di coma, è comunque molto costoso, e non tutti gli ospedali ne sono dotati o hanno accesso ad esso.


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Un commento a "Un nuovo test per verificare lo stato di coscienza nei pazienti in coma"

  1. Marco ha detto:

    Se si puo’ comunicare con un morto allora non e’ morto, se si puo’ comunicare con un paziente in SV allora non e’ in Stato Vegetativo: ha una variante della sindrome Locked In. La scienza sta trasformandosi in alchimia?!?!? Se uno con lo scompenso cardiaco fa 10 piani di scale invece che usare l’ascensore entra in casa e da una botta alla moglie allora non ha lo scompenso cardiaco. Non dovrebbe servire la scienza per aggiusttare delle diagnosi maldestre, solo una buona pratica clinica. Poi, di che fine fanno quei pazienti non si viene mai a sapere nulla.

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