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Trapianto di neuroni a correzione dell’obesità.

La notizia arriva dall’università di Harvard dove, attraverso il trapianto di cellule embrionali progenitrici di neuroni, i ricercatori sono riusciti a “riparare” un area del cervello che ne regola le funzioni metaboliche.

Il trapianto è stato eseguito sui topi. L’esperimento, provocato da un particolare difetto genetico, ha riaperto la comunicazione tra determinate cellule nervose migliorando notevolmente il grado di obesità negli animali.

La ricerca si è svolta prelevando, in un preciso istante del loro sviluppo, dei neuroni da embrioni di topo sani dall’ipotalamo, area dove si trovano i recettori per la leptina, un ormone che limita il senso di appetito. Questi sono poi stati trasferiti, attraverso un trapianto, nell’ipotalamo dei topi adulti sprovvisti dei recettori per la leptina e di conseguenza obesi.

Si è poi giunti al termine con i seguenti sviluppi. Le cellule impiantate sono riuscite a differenziarsi dando origine a quattro tipi cellulari che, a loro volta, hanno ricostruito il percorso necessario ad ottenere il giusto controllo del metabolismo correlato alla leptina con conseguente perdita di peso nei topi.

”Non abbiamo mai pensato neppure per un secondo alla soluzione di ricorrere al trapianto di neuroni per trattare l’obesità stessa”, spiega uno degli autori della ricerca, Jeffrey Macklis dell’universita’ di Harvard.

”Quello che abbiamo fatto è prendere questo complesso percorso dell’ipotalamo,  le cui funzioni sono  facilmente monitorabili (non soltanto l’obesità, ma anche variazioni del glucosio nel sangue, dell’insulina e nella distribuzione del grasso) e sfruttarlo come modello per verificare se il trapianto di specifici neuroni, selezionati ed esaminati, possa restaurare le connessioni cerebrali di nostro interesse” conclude l’esperto.


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