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Osteoporosi ed infiammazioni ossee: nuovi studi per contrastarle

Struttura ossea ed infiammazioni: nuove modalità per contrastarle

Un nuovo studio italiano dimostra come diverse malattie ossee possano regredire inibendo una proteina.

Il metabolismo delle cellule presenti nelle ossa sarebbe regolato da complessi e precisi meccanismi.

Lo sostiene il nuovo studio italiano pubblicato su Nature Communication e condotto dall’Università dell’Aquila in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il fine dello studio era illustrare e capire l’origine delle modalità di lavoro e cooperazione tra le cellule ossee e come le normali funzionalità determinate da questa “cooperazione” fossero alterate da una serie di patologie che vedono protagonista tutto il sistema scheletrico.

Anna Maria Teti, a capo dello studio, ha dichiarato: “Da tanti anni, con la collaborazione del Prof. Fabrizio De Benedetti, Responsabile di Reumatologia nell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, portiamo avanti uno studio su una molecola nota l’“IL-6” ed il ruolo che svolge nelle malattie infiammatorie nei bambini. Queste oltre che ridurre la loro crescita li predispongono a malattie come l’ostoeporosi in età precoce.  Con questo studio siamo in stati in grado di dimostrare con l’IL-6 non agisca singolarmente ma insieme ad una molecola che svolge un ruolo chiave nel funzionamento delle cellule ossee, la c-Src. Il processo è senz’altro complesso e sino ad oggi possiamo garantire che avvenga con l’aiuto di almeno un’altra molecola la IGFBP5.”

Fabrizio de Benedetti ha poi aggiunto “L’aspetto probabilmente più interessante è che se andiamo ad inibire nei topi la proteina c-Src l’osso ritorna nella sua condizione fisiologica anche se la presenza dell’IL-6 risulta elevata. Questo assume una sua non indifferente importanza già che sono in sperimentazione una serie di farmaci debiti a combattere l’eccesso dell’IL-6 e la c-Src e che, in un futuro, potrebbero essere sfruttati sull’uomo stesso.

Uno dei ricercatori interni, l’ideatrice dello studio Barbara Peruzzi, ha sottolineato quanto “il meccanismo attraverso il quale l’IL-6 interviene come “mediatore” è una sorta di bilanciamento del normale “ricambio” dell’osso”.

“Siamo veramente orgogliosi che una così prestigiosa ricerca si sia svolta all’interno del  nostro dipartimento” ha aggiunto il Prof.Edoardo Alesse, Direttore del Dipartimento di Medicina Sperimentale nell’Università dell’Aquila. “soprattutto a seguito di un periodo tanto delicato e complicato come quello post-terremoto. Siamo particolarmente grati all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con un particolare riferimento al Direttore Scientifico, il Prof. Bruno Dallapiccola, e al coordinatore dell’area di ricerca di Medicina Rigenerativa, il prof Maurizio Muraca”


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