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Dalla Soia, un prezioso composto

soiaAlla Rice Univerisity, è stato prodotto un composto di acido succinico a partire dalla soia.

Se riportata in questo modo la notizia lascia indifferenti, meno indifferenti si resta se pensiamo che l’acido succinico è un prodotto, tradizionalmente derivato dal petrolio, che viene utilizzato in maniera intensiva nell’ industria della plastica, del tessile, nell’ industria farmaceutica e in quella alimentare.

Un materiale quindi ad alto valore, che rientra nella lista, stilata nel 2004, delle 12 sostanze chimiche “ricche” che potrebbero essere prodotte a partire da zuccheri biologici.

La soia è un elemento abbondante, a basso costo, ed il processo permette di sfruttare le parti della soia che non sono digeribili.

La Rice aveva brevettato, diversi anni fa, un procedimento per la produzione di acido succinico tramite la modificazione genetica dei batteri dell’ Escherichia Coli, che convertivano il glucosio in acido succinico.

Esistono alcuni microbi che, in modo naturale, producono basse quantità di acido succinico a partire dai residui di soia, ma il procedimento che sfrutta l’ E. Coli geneticamente manipolato promette di essere molto più efficiente e di poter fornire quantità di acido succinico sufficientemente rilevanti, tali cioè da poter sostenere l’impatto della richiesta di mercato.

L’ utilizzo della farina di soia, sfruttata solo in minima parte come elemento integrativo dei mangimi per animali, è una via economicamente molto competitiva con la produzione della sostanza in ambito petrolchimico.

Resta comunque l’ interrogativo che sta via via facendosi strada fra i principali enti ed istituzioni che sono, invece, preposte agli studi riguardanti la sostenibilità ambientale.

Pur se le scorie non digeribili e non utilizzate della soia sono al momento abbondanti, potrebbero non essere sufficienti alla produzione delle grandi quantità di acido succinico utilizzate in moltissimi campi industriali.

Questo potrebbe significare che esiste il rischio di riconversione agricola di vaste aree di territorio, che finirebbero per depauperare il patrimonio biologico del pianeta.

La eco sostenibilità è, sempre più, una questione complessa: forse la risposta sta semplicemente nella diversificazione delle materie prime per produrre ciò che, al momento, viene prodotto a partire da una unica fonte: il petrolio.

Morena Lolli
10 gennaio 2013

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