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Dai carboidrati un enzima potrebbe produrre biocarburante

biocarburantiLa scoperta di questo enzima, il primo in grado di aumentare la percentuale di galattano nelle pareti cellulari delle piante, si deve ad una collaborazione internazionale di ricercatori, guidati dai ricercatori del JBEI, il Joint BioEnergy Institute del DOE, ovvero il Department of Energy.

Il galattano, un polimero del galattosio, è un carboidrato con 6 atomi di carbonio che, tramite fermentazione, può essere facilmente trasformabile in bioetanolo ed è quindi di grande interesse per i ricercatori che si occupano di biocarburanti derivati dalla biomassa derivata dalla cellulosa.

L’enzima scoperto dal team di ricercatori è in grado di aumentare in maniera notevole le quantità di galattano normalmente presenti nelle pareti cellulari delle piante. Il bioetanolo derivato dai carboidrati, a differenza del normale etanolo, è in grado di sostituire i carburanti dei motori attuali senza necessità di apportare modifiche e questo lo rende ovviamente di grande interesse per i ricercatori.

E’ ovviamente fondamentale, per produrre bioetanolo, trovare un procedimento che sia in grado di massimizzare la percentuale di glucidi presente nelle pareti delle cellule vegetali e che tramite fermentazione, possono essere trasformati in biocombustibili.

I galattani, polisaccaridi della pectina che ha funzione di collante tra le cellule delle pareti delle cellule vegetali, vengono utilizzati anche nell’industria alimentare per la produzione di gelatina e sono facilmente utilizzati dai microorganismi che, tramite fermentazione, producono altri composti.

L’enzimaGT92, scoperto dal gruppo di ricercatori, è il primo enzima a mostrare grandi capacità di aumento della biosintesi del galattano: dopo la soppressione di un particolare, infatti, la produzione di galattano ha avuto un incremento del 50%.

Questa ricerca fornisce un importante strumento per la progettazione di colture bioenergetiche avanzate di carburante poiché i composti esosi come il galattano, presenti in minor quantità rispetto ai composti pentosi, possono però essere molto semplicemente trasformati in biocarburante.

Giulia Orlando
11 gennaio 2013


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