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Può Internet aiutare a promuovere l’equità e la distribuzione del reddito?

In una rete topocratica gli individui con un alto reddito (pallini verdi) sono concentrati al cuore del network, mentre in una rete meritocratica possono essere localizzati in qualsiasi zona dato che il loro reddito arriva in primo luogo da quello che essi producono e non da quello che distribuiscono. Credit: J.Borondo, et.al  ©2013 Scientific Reports

In una rete topocratica gli individui con un alto reddito (pallini verdi) sono concentrati al cuore del network, mentre in una rete meritocratica possono essere localizzati in qualsiasi zona dato che il loro reddito arriva in primo luogo da quello che essi producono e non da quello che distribuiscono.
Credit: J.Borondo, et.al ©2013 Scientific Reports

Da molti anni si dibatte sul problema di come dovrebbe essere strutturato un sistema economico al fine di promuovere al meglio l’equità e l’uguaglianza. Affrontando la complessità della tematica attraverso la Network Science, i ricercatori del MIT e di altri istituti hanno scoperto che il livello medio in cui gli individui sono collegati tra loro in una collettività può influenzare in modo cruciale l’equità della distribuzione del reddito.

I ricercatori, J. Borondo, et al., hanno pubblicato un paper della loro ricerca in un recente numero di Scientific Reports.[1]

Nello studio i ricercatori hanno costruito un modello nel quale gli individui possono guadagnare del reddito in due modi: attraverso la produzione di beni oppure attraverso la distribuzione di beni prodotti da altri. Un sistema in cui si ottiene un maggior reddito per la produzione che per la distribuzione viene definito “meritocratico”, mentre quello in cui il reddito è maggiormente ottenuto dalla distribuzione è detto “topocratico”. Importante sottolineare inoltre che il reddito guadagnato dalla distribuzione non dipende da quanto un individuo produce ma piuttosto dalla sua posizione all’interno del network.

Utilizzando questo semplice modello, i ricercatori hanno dimostrato che la connettività della rete determina se il reddito è percepito in modo meritocratico o topocratico: le reti densamente connesse sono più meritocratiche, mentre quelle a bassa densità sono più topocratiche.

Questa differenza ha senso, visto che gli individui in reti più densamente connesse possono vendere ciò che producono direttamente agli altri, senza il bisogno di intermediari. Dall’altra parte, nelle reti a densità più bassa, gli individui non hanno nessuna connessione diretta con gli acquirenti e devono fare affidamento sugli intermediari per aiutarli a connettersi con gli acquirenti.

Nel video il professore assistente al MIT, Cesar Hidalgo, parla del sistema meritocratico, del comportamento da “rock star”, meccanismi di mercato e nuovi media. Video credit: Serious Science

Usando strumenti di analisi presi dalla Network Science, i ricercatori sono stati in grado di calcolare la soglia alla quale una topocrazia diventa meritocrazia. Questa soglia dipende sia dalla connettività del network, sia dalle regole usate per distribuire il reddito tra i produttori e gli intermediari. Quando il reddito viene ripartito equamente tra il produttore e l’intermediario coinvolto nella transazione, la soglia di cambiamento si verifica quando la lunghezza media del percorso tra i due individui è 2. Quindi se, in media, c’è più di una persona tra un produttore e il suo acquirente, allora il network diventa topocratico. In questo modello, il famoso sesto grado di separazione implica un sistema altamente topocratico.

La soglia cambia invece quando l’intermediario guadagna percentuali più piccole del totale della vendita, questo per effetto di una legge di potenza, il cui esponente dipende dalla grandezza della commissione. Quindi, quando la percentuale degli intermediari è più piccolo, si necessita di una minore connettività per far si che il network diventi meritocratico.

Questi risultati pongono la questione su come le società moderne si stiano evolvendo, in termini di Rete. E’ risaputo che, grazie ai progressi delle tecnologie di comunicazione e dei social network, la connettività della nostra società sta aumentando. Dal punto di vista dei ricercatori le tecnologie di comunicazione stanno essenzialmente riducendo il costo di “fare rete” rendendo più facile per una persona l’interazione con altri, e quindi, contribuire a far diventare la nostra società più meritocratica.

Il modello ci predice che Internet, dando agli individui la possibilità di commercializzare direttamente gli uni con gli altri (o tramite un grande mediatore come iTunes, Amazon o eBay), sta giocando un ruolo importante nell’accrescere la meritocrazia di una società, riducendo la lunga catena di intermediari che invece definisce società poco connesse. Da questa prospettiva Internet sembra promuovere l’equità nella distribuzione del reddito all’interno della nostra società.

Anche se i ricercatori vedono la struttura meritocratica come favorevole rispetto a quella topocratica, avvertono che reti più dense non sono sempre preferibili a quelle meno dense. Ad esempio, reti piu rade hanno facoltà nel preservare la diversità culturale o nel limitare la diffusione di malattie. Da ricerche precedenti inoltre si è visto che, date le loro limitate connessioni dirette, queste reti impediscono anche ai free-riders di prosperare. Questi, dovendo passare attraverso intermediari per sfruttare un’altra persona, fanno in modo che essi assumano un ruolo cruciale per rafforzare la cooperazione.

Daniel Iversen
23 gennaio 2014

[1] http://www.nature.com/srep/2014/140121/srep03784/full/srep03784.html

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2 commenti a "Può Internet aiutare a promuovere l’equità e la distribuzione del reddito?"

  1. Roberto ha detto:

    Ok la meritocrazia, ma non ci sarà MAI nessun merito fintanto chè, qualc’uno vivrà nell’indigenza. Fintanto chè un solo uomo morirà di stenti su questo pianeta, non ci sarà merito, ma solo privilegi. Ricordiamo al MIT questo.

  2. Daniel Iversen ha detto:

    Commento interessante raccolto sulla mia bacheca in Facebook:

    D.M: Questa teoria secondo me si può di molto migliorare se applichiamo alla matematica del numero minimo di connessioni utili per avere una società meritocratica dei correttivi che possono essere offerti dalla tecnologia ed I.A. per esempre non è necessario conoscere e rimanere in contatto con la radice quadrata del numero dei componenti una società o gruppo per rimanere meritocratici, ma “avere” la possibilità in ogni momento, nel caso che sia utile ad un individuo, di poter connettersi con almeno la radice quadrata degli individui quando necessario: esempio eBay ecc. In questo modo è probabilmente possibile estendere le dimensioni di una società meritocratica ben oltre i 22.500 individui (cosa che secondo me già succede in effetti anche se in modo non completo). E poi magari lavorare su intermediari o nodi che non siano posseduti da un privato che ne beneficia (esempio iTune o Google) ma dal governo stesso e ridistribuisca i profitti ottenuti equamente o li utilizzi per le spese di mantenimento di se stesso. Ovviamente qui entrano in gioco nuove complicanze. Ma è un concetto evolutivo molto interessante.

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