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Osservate le galassie primordiali

Per la prima volta nella storia dell’uomo è stato possibile osservare un massiccio gruppo di galassie primordiali, risalenti a circa 13 miliardi di anni fa, “poco” dopo la nascita dell’universo. La scoperta è avvenuta grazie al Very Large Telescope dell’ESO e al Telescopio Spaziale Hubble, sotto la guida dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), dopo circa tre anni di ricerca. “Nel nostro lavoro abbiamo vestito un po’ i panni degli archeologi” – spiega Adriano Fontana, dell’Osservatorio Astronomico di Roma, coordinatore della ricerca – “Gli archeologi possono ricostruire la linea del tempo dagli artefatti che trovano nei diversi strati di terreno. Gli astronomi possono fare di meglio: possiamo osservare direttamente il passato lontano e vedere la debole luce delle diverse galassie a diversi stadi di evoluzione cosmica. La differenza tra le galassie ci mostra le condizioni dell’Universo che mutano in questo periodo così importante, e quanto in fretta si verificavano questi cambiamenti”.

Gli scenziati, infatti, hanno scoperto che in questo periodo (780 milioni di anni dopo il Big Bang) il volume dell’universo era permeato dal 10% al 50% di idrogeno neutro. Ma questo elemento è diminuito drasticamente, quasi ai livelli attuali, dopo soli 200 milioni di anni, inducendo gli scienziati a credere che cambiamenti come la reionizzazione sono avvenuti molto più velocemente di quanto finora ritenuto.


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