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Nuovi trattamenti contro i virus

La maggior parte delle infezioni batteriche vengono curate attraverso gli antibiotici come, ad esempio, la penicillina. Tutt’altro discorso virussi deve fare invece per le infezioni virali che causano l’insorgenza di gravi malattie come l’Epatite e l’Ebola.

Nel corso di alcune ricerche, un team di ricercatori del Laboratorio Lincoln del MIT, è stato scoperto un modo per trattare le infezioni virali. In particolare, sono riusciti a creare un farmaco che identifica le cellule infettate e le uccide al fine di scongiurare ogni pericolo di propagazione dell’infezione. Il farmaco è stato testato su 15 virus differenti, come il rinovirus che causa l’influenza, il virus dell’H1N1 ed altri virus che provocano febbre emorragica, con esiti positivi. Il farmaco sembrerebbe in grado di contrastare anche l’azione di nuovi virus come quello della SARS, diffusosi improvvisamente nel 2003.

Quando un virus si pone al di sopra della membrana plasmatica, inietta fisicamente il proprio genoma, ossia il proprio RNA, all’interno della cellula ospite al fine di sfruttare il suo apparato replicativo: viene a formarsi una molecola di RNA a doppio filamento e,  in questo modo, vengono riprodotte centinaia di particelle virali pronte a fuoriuscire dalla cellula ed infettarne altre. I nuovi virus replicati escono fuori dalla cellula attraverso due processi distinti: mediante esocitosi o con la lisi della membrana plasmatica.

Poiché non esistono negli animali, e quindi nell’uomo, molecole di RNA a doppio filamento, quando all’interno della cellula compaiono molecole di questo tipo, l’organismo reagisce innescando una serie di meccanismi che degradano il polinucleotide ed impediscono al virus di duplicarsi e infettare altre cellule.

Il team di ricercatori del MIT hanno prima testato il farmaco su animali e sulle cellule umane in coltura in laboratorio; la sua efficacia è stata poi ampiamente dimostrata nei topi affetti dal H1N1, un virus che colpisce l’apparato digerente. Ora sono in corso degli accertamenti sui topi affetti da più virus per vedere se il farmaco sia in grado di contrastare contemporaneamente più infezioni virali.

Lo studio è stato finanziato dall’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive e da sovvenzioni della Defense Advanced Research Project Agency.


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