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Malaria: si espande nel mondo, colpa dei cambiamenti climatici

Si è tenuto a Ginevra l’incontro organizzato dalla fondazione no profit “Medicines for Malaria Venture” e dall’organizzazione “Sigma-Tau”. La continua espansione dell’epidemia, sottolineano gli esperti, è principalmente dovuta ai cambiamenti climatici.

I continui cambiamenti climatici predispongono l’ambiente alla sopravvivenza delle zanzare Anopheles vettori della malaria, secondo i dati più del 40% della popolazione mondiale rischierebbe di esser contagiato.

Ad oggi, la malattia infettiva, colpisce principalmente il continente Africano dove si registrano circa il 90% dei casi, tuttavia le previsioni la vedrebbero protagonista di nuove infezioni verso il sud-est asiatico dove più di un miliardo e mezzo di persone sarebbero a rischio.

La responsabile del programma “Cambiamento climatico, sviluppo sosteneibile e salute” membro dell’Organizzazione Mondiale della Salute Bettina Menne spiega come la problematica appartenga ai continenti Asia ed Africa, ma come i continui cambiamenti climatici spigano le zanzare Anopheles a muoversi in aree più settentrionali e, chiaramente, in tutte quelle regioni limitrofi a dove è già diffusa.

Secondo l’esperta, dunque, esisterebbe la possibilità che queste zanzare raggiungano i paesi Europei dove tuttavia – precisa – ci sarebbero le competenze socio-sanitarie per affrontarle.

La Malaria è una parassitosi causata da quattro protozoi del genere Plasmodium: Plasmodium malariae, Plasmodium ovale, Plasmodium vivax e Plasmodium falciparum. Dove soltanto l’ultima, la P. falciparum, può diventare mortale. La trasmissione avviene, principalmente, attraverso la puntura della zanzara del genere Anopheles.


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