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“Lucy” visse con parenti stretti: scoperti i resti fossili di suoi coetanei

Il piede parziale. Foto di laboratorio, dopo la pulitura e la preparazione. Si osserva la forma anatomica articolata, adatta ad una vita arboricola. (Foto del Cleveland Museum of Natural History).

Un team di scienziati etiopi ed americani ha annunciato la scoperta di una porzione di piede dell’età di 3,4 milioni di anni nella Woranso-Mille Area della regione dell’Afar in Etiopia. Il fossile non appartiene ad un Australopithecus afarensis, la specie cui appartiene “Lucy”, il famoso primo antenato dell’uomo, i cui resti furono rinvenuti nella stessa regione durante i primi anni settanta del secolo scorso.

Un’osservazione accurata su questo nuovo campione indica che si tratta di altro e che quindi fra i 3 e i 4 milioni di anni fa esistevano più specie tra cui ricercare il primo antenato dell’uomo, ipotizzando anche che qualcuna di queste, per muoversi, abbia potuto aver adottato mezzi diversi di locomozione.

Il piede parziale è stato rinvenuto in un’area localmente conosciuta come Burtele. “Il piede parziale di Burtele dimostra chiaramente che 3,4 milioni di anni fa la specie di Lucy che camminava eretta sulle gambe non era l’unica specie di ominidi viventi in questa regione dell’Etiopia”, afferma l’autore e responsabile del progetto, Dottor Yohannes Haile-Selassie, Curatore di Antropologia fisica del Cleveland Museum of Natural History dell’Ohio. “La specie coesisteva con i parenti stretti che erano però più adatti ad arrampicarsi sugli alberi, come la specie Ardipithecus ramidus o “Ardi”, che visse 4,4 milioni di anni fa”.

Le analisi dello studio sono state pubblicate su Nature del marzo scorso. Il piede parziale è il primo esempio della presenza contemporanea di almeno due specie pre-umane con differenti modi di locomozione che vissero in Africa orientale verso i 3,4 milioni di anni fa. Mentre il grosso alluce del piede della specie di Lucy era allineato con le altre quattro dita, rivelando un’andatura bipede come quella degli umani, il piede di Bertele ha un grosso alluce opponibile, come i primi Ardi. “La scoperta ci ha sorpreso non poco”, dice il Dottor Bruce Latimer della Case Western Riserve University, co-autore e responsabile del progetto assieme al Dott. Haile-Selassie.  “Questi fossili sono ossa mai viste prima. Mentre il grosso alluce prensile poteva muoversi da una parte all’altra, opponendosi a tutte le altre quattro dita, non si sviluppava invece quel tanto al di sopra dell’articolazione da consentire un’ampia gamma di movimento necessario per sostenersi ed esercitare una spinta sul terreno. In sostanza, non poteva mantenere un’andatura eretta. Questo individuo, al suolo, avrebbe probabilmente avuto un’andatura goffa”.

Il nuovo campione parziale del piede non è ancora stato assegnato ad una specie definita, in assenza di altri elementi che risulterebbero determinanti, come cranio o denti. I fossili sono stati rinvenuti sotto uno strato di arenaria. Usando il metodo di datazione dell’argo radioattivo, ne è stata determinata un’età inferiore ai 3,46 milioni di anni, secondo il Dottor Beverly Saylor della Case Western Riserve University. “Fossili di pesci, coccodrilli e tartarughe rinvenuti nei dintorni e le caratteristiche fisiche e chimiche dei sedimenti mostrano che l’ambiente era un insieme di canali fluviali vicini ad un bosco aperto di alberi e cespugli”, afferma Saylor.  “Questo concorda con l’ipotesi che il fossile indichi con certezza un ominide adattatosi a vivere sugli alberi nello stesso periodo in cui “Lucy” viveva sulla terra”.

Leonardo Debbia


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