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L’Europa prende il volo, destinazione? Marte!

Le buone notizie arrivano da Napoli,  dove è in corso il Congresso Internazionale di Astronautica (conosciuto con la sigla di IAC 2012).
Pare che la Nasa non voglia partecipare più al progetto “ExoMars”, missione di sbarco su Marte, programmata per partire nel 2013. E chi prende il suo posto?
Roskosmos, agenzia spaziale russa, ovviamente.
Dunque l’Europa avrà l’onore di andare sul più volte citato negli ultimi anni “pianeta rosso”, con o senza la Nasa a coprirle le spalle.
L’abbandono del programma da parte di quest’ultima, sarà annunciato ufficialmente dopo la presentazione del budget 2013 dell’Agenzia, davanti al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
Bene, ora sappiamo chi se ne occuperà, ma cos’è ExoMars con precisione?
ExoMars è una missione di sbarco su Marte, come abbiamo già detto, che avrà come scopo il cercare tracce di vita passata e presente direttamente sulla superficie marziana – argomento già di gran lunga trattato negli ultimi anni.
Verranno inoltre analizzate le caratteristiche del terreno di Marte e la distribuzione di acqua sulla sua superficie, nel tentativo di ricostruire una dettagliata mappatura dell’ambiente, valutando i rischi di atterraggio per altre navicelle – che andranno a fare compagnia a Curiosity, Spirit e Opportunity – o perché no, un giorno, di un fortunato (si spera) uomo.
ExoMars è in sostanza la forza vitale che sostiene i progetti “from Mars with love”, sia per quanto riguarda quelli già completati, sia per quanto riguarda il perfezionamento di mobilità sulla superficie marziana e la strumentazione di atterraggio – tecnologie i cui ultimi passi, fino ad ora, sono stati fatti da Curiosity con una complessa manovra di atterraggio completamente automatizzato durata circa sette minuti (di fiato sospeso) e una velocità di 30 metri all’ora sul terreno.
ExoMars è una missione unica nel suo genere: verrà perforato il suolo di Marte per estrarne ed analizzarne dei campioni.
Tutto questo, senza l’aiuto di mamma Nasa?
Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell’Esa (European Space Agency) ha dichiarato che prendere il volo senza il supporto americano ha lasciato l’Europa in una situazione difficile, ma non impossibile.
All’Esa ora restano due opzioni: proseguire da sola accontentandosi delle briciole (dati i problemi di budget) o cooperare con la Russia – che sembra disponibile, ma non ci sono certezze ufficiali.
C’è giusto un piccolo buco di 150 milioni da riempire – cosa di cui si discuterà alla conferenza ministeriale che si terrà a novembre, a Caserta.
Tra il 2016 e il 2018, comunque, ci sono buone probabilità che la bandiera blu e stellata voli verso Marte.

Brenda Lee Intignano


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Aggiunto in: Ricerca & Scienza, Spazio

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