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Italiani-longevità: negli ultimi 50 anni abbiamo guadagnato 14 anni di vita

Gli italiani, tra il 1960 e il 2010, hanno guadagnato circa 14 anni di vita in più. Hanno favorito la longevità la prevenzione e la maggiore cura delle malattie cardiovascolari. Dagli anni ’80 ai nostri giorni si sono registrate ogni anno circa 42 mila morti in meno a causa di malattie cardiovascolari, si è ritardata l’età di insorgenza di molte malattie di cuore: le patologie che si avvertivano in passato attorno ai 55-60 anni, attualmente si verificano attorno ai 70 anni in forma meno grave rispetto al passato. Si ipotizza nel prossimo futuro un limite biologico di 120 anni, aggiungendo 40 anni di vita in più rispetto all’attuale vita media. Questi dati sono stati resi pubblici in occasione del primo congresso nazionale, svoltosi a Verona, della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe).


Il presidente SICGe, Niccolò Marchionni ha spiegato che: ”In 50 anni l’attesa di vita è cresciuta di 14 anni. I motivi sono presto detti: una maggiore prevenzione delle malattie cardiovascolari (solo questa incide per il 52% nella riduzione della mortalità), con maggior cura di ipertensione e ipercolesterolemia, successo delle campagne anti-fumo, e migliori cure e procedure della cardiochirurgia che hanno consentito di programmare interventi fino a qualche anno impensabili anche nei 70enni, oggi eseguiti con successo anche nei 90enni. Non possiamo dimenticare – prosegue Marchionni – che quelle cardiovascolari sono epidemiologicamente le patologie più rilevanti, quelle per cui si ricorre maggiormente all’ospedale e si muore di più, con un forte impegno economico per il sistema sanitario. Ecco perché abbiamo deciso di occuparci di questa popolazione sempre più numerosa con una società scientifica ad hoc”.

Aggiunge Alessandro Boccanelli, vicepresidente SICGe: ”Sempre più spesso ci troviamo a confrontarci con i problemi delle malattie di cuore associati con quelli tipici dell’età avanzata. Questo perché, in senso positivo, abbiamo creato dei ‘mostri tecnologici’. Dal punto di vista farmacologico, delle procedure, della prevenzione, abbiamo cioè portato le persone a vivere fino a 90 anni senza problemi. Ora dunque iniziamo a confrontarci con le avanguardie dei centenari sempre piu’ numerosi e in forma. A fronte di questo, però, non abbiamo riempito il vuoto che c’è tra la nuova aspettativa di vita e i vecchi problemi dell’anziano. Che resta tale per altre problematiche, di tipomotorio, cognitivo, per patologie di altri organi e per problemi socio-sanitari e organizzativi tipici dell’eta’ avanzata. Questa è la sfida del futuro”.

Marchionni, infine, conclude il suo intervento dichiarando che: ”I nonni oggi non sono più solo nonni, ma uomini e donne che organizzano la propria attività. Il passaggio al ‘se devo vivere di più tanto vale cercare di vivere meglio’ è stato quasi automatico. Con il risultato che la fitness dei 70enni di oggi è quella dei 50enni di ieri”.

Caterina Stabile


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