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I Pink Floyd suonano ovunque. Anche in fondo al mare!

Sheldon Cooper o il Professor Frink dei Simpson, almeno nello stereotipo comune, rappresentano il tipico scienziato medio: monotematico, noioso, attratto esclusivamente dalla scienza; difficile per luitrovare tempo da dedicare ad altre passioni. Appellativi ovviamente quasi sempre infondati, benché ci sia un aspetto che unisce la stragrande maggioranza degli scienziati: l’essere nerd, profondamente e spettacolarmente nerd. E se questa innata indole riesce a trovare un connubio tra scienza e passioni personali, il risultato finale lascia senza parole.
Paradossale rimanere senza parole quando viene trattata la Tassonomia, cioè la scienza che si occupa della classificazione delle varie specie, strettamente legata alla nomenclatura binomiale. Le parole sono fondamentali, ma non è detto che vengano utilizzati vincolatamente termini scientifici, questi possono essere anche presi in prestito dalle passioni personali, dalla musica alla politica, passando per il cinema e lo sport.

Un bel maschio adulto di Synalpheus pinkfloydi (© Arthur Anker)

Emblematico in tal senso è il Crostaceo Synalpheus pinkfloydi, un Decapode Alfeide rinvenuto lungo le coste rocciose di Isla Bartolomé, a Panama.
Specie descritta molto recentemente (nel 2017), è stata ribattezzata con epiteto specifico decisamente autoesplicativo: pinkfloydi. Una latinizzazione che non meriterebbe ulteriori spiegazioni: questo simpatico gamberetto è dedicato ai Pink Floyd!
Come quasi tutti gli Alfeidi (famiglia che annovera molte specie anche lungo le nostre coste), una chela del maschio è particolarmente grande e il suo schiocco può emettere un imponente suono che arriva a 210 decibels, generando una pressione acustica che gli permette di stordire le sue prede, tra cui piccoli Pesci… non a caso sono chiamati “Gamberi pistoleri”! Non è raro passare nei pressi di un acquario e sentire numerosi ‘toc toc toc’ di sottofondo anche a metri di distanza dalla vasca: questi piccoli Artropodi sono sempre attivi!

La celebre copertina di “The Dark Side of the Moon”

Ma veniamo al dunque: cosa c’entrano i Pink Floyd? I tre scienziati che hanno descritto la specie, Arthur Anker, Kristin M. Hultgren e Sammy De Grave, si sono lasciati ipnotizzare dalla sua luminosa e massiccia chela dalle sfumature cromatiche che passano dal rosa shocking al rosso acceso… colorazioni psichedeliche che ricordano le atmosfere che caratterizzano gli scenari tanto cari alla celebre band inglese! E il poderoso suono che sono in grado produrre contribuisce ad incrementare le similitudini con un concerto rock.
Ma la genialità degli autori non termina qui: nel paper in cui viene descritta questa nuova specie, affermano che “purtoppo non è possibile trovarlo nel Dark Side of the Moon per l’assenza di habitat adatti” (letteralmente, quando parlano della sua distribuzione, scrivono: “Presently known only from the type locality on the Pacific side of Panama; likely more widespread in the tropical eastern Pacific, but unlikely to occur on the Dark Side of the Moon due to lack of suitable habitat“).

90 minuti di applausi. Come ad un bel concerto.

Andrea Bonifazi

Bibliografia

Anker, A., Hultgren, K. M., & De Grave, S. (2017). Synalpheus pinkfloydi sp. nov., a new pistol shrimp from the tropical eastern Pacific (Decapoda: Alpheidae). Zootaxa, 4254(1), 111-119.


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