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Dinosauri vezzosi: piume come richiamo e corteggiamento

Esemplare di un pavone. L’esame di ossa fossili della coda di un dinosauro da parte di un ricercatore dell’ Università di Alberta ha portato la ricerca ad una svolta: alcuni dinosauri piumati utilizzavano il piumaggio della coda per attrarre i compagni, proprio come i moderni pavoni o i tacchini. (da Sciencedaily)

Esemplare di un pavone. L’esame di ossa fossili della coda di un dinosauro da parte di un ricercatore
dell’ Università di Alberta ha portato la ricerca ad una svolta: alcuni dinosauri piumati utilizzavano il piumaggio della coda per attrarre i compagni, proprio come i moderni pavoni o i tacchini. (da Sciencedaily)

Molti zoologi e paleontologi ritengono che gli uccelli moderni siano da porsi in stretta relazione di parentela con i dinosauri, mentre altri studiosi affermano che ne siano i diretti discendenti.

Probabilmente nessuna delle due ipotesi è vera; forse i moderni uccelli sono dinosauri a tutti gli effetti.

E infatti, esaminando l’albero genealogico degli uccelli, non si conoscono le linee evolutive che convergano verso un antenato comune a questi e ai dinosauri, il cosiddetto “anello mancante”.

L’Archaeopterix, il più antico uccello scoperto, vecchio di 150 milioni di anni, era in realtà un dinosauro piumato. Assieme a Caudipterix, vissuto 170 milioni di anni fa, sono stati assegnati entrambi ad un ramo separato dell’albero genealogico, i “Teropodi” o dinosauri predatori.

Risalendo più indietro nel tempo, si può ragionevolmente presumere che l’antenato comune a queste due specie e agli uccelli dovesse avere avuto anche caratteristiche tipiche degli uccelli.

Anche se, in realtà, non volava.

Lo scheletro di Caudipterix ha infatti le piume; ma queste non erano sufficienti per permettere all’animale di potersi alzare in volo.

Ma allora, se non per volare, per cosa potevano servire le ali di cui erano dotati questi animali?

Forse il ruolo primario delle piume può essere ritenuto di natura estetica, come avviene per i pavoni e per i tacchini moderni.

E’ questa la conclusione cui è giunto il paleontologo Scott Persons, dell’Università di Alberta. Dall’esame di alcune ossa fossili della coda di un dinosauro piumato ha dedotto che questi dinosauri usavano il piumaggio della coda per attrarre i propri simili, proprio come fanno oggi i pavoni e i tacchini.

Il ricercatore ha osservato una caratteristica fusione delle vertebre caudali di quattro diverse specie di dinosauri, vissute ed evolutesi in momenti diversi lungo un arco temporale di circa 45 milioni di anni.

“Questa struttura è chiamata pigostilo – dice Persons – e tra gli animali moderni, solo gli uccelli ne sono dotati”.

Persons afferma che le vertebre terminali delle code fuse insieme in un’unica struttura, a lama increspata, sono esclusive di un Ordine di dinosauri, gli Oviraptor.

Nei resti fossili di Similicaudipteryx, uno dei primi Oviraptor, si è riscontrato che le piume sono impiantate direttamente sul pigostilo.

Similicaudipteryx, però, non è conosciuto come un dinosauro volante e Persons sostiene che le penne della coda sono probabilmente nate e si sono evolute per altri fini, forse come un mezzo per agitare la coda, un ornamento estetico e un mezzo di richiamo diretto ai propri compagni; o forse, meglio, alle compagne.

ricostruzione-e-confronto-esemplare-di-Similcaudipteryx

A sinistra: ricostruzione di Similcaudipteryx, 125-120 milioni di anni, carnivoro.
A destra:confronto tra le dimensioni di Similcaudipteryx con quelle di un essere umano. (da Natural History)

Nessuna prova diretta di piume fossili è stata trovata negli Oviraptor che seguirono al Similicaudipteryx, ma Persons  dice che la prova evidente che anche i successori dovessero avere una coda piumata consiste nel fatto che anch’essi erano provvisti di un pigostilo analogo a quello del Similicaudipteryx.

Da queste osservazioni si deduce che le penne delle code dovevano con tutta probabilità servire allo stesso, identico scopo: una funzione ornamentale che fungesse da richiamo; espresso agitando le code.

Persons sostiene che l’ondeggiamento delle piume della coda dell’ Oviraptor non è solo ipotizzato ma, dal punto di vista anatomico, è testimoniato sia dalla struttura ossea che dalla struttura muscolare della regione caudale.

Le vertebre situate lungo la coda di un Oviraptor erano brevi e numerose, indice di una grande flessibilità. Sulla base della dissezione di rettili e di code di uccelli moderni, la ricostruzione della struttura della coda suggerisce che gli Oviraptor potessero effettivamente scuoterla.

I muscoli erano molto estesi fino all’estremità della coda ed erano sufficientemente connessi in diversi punti delle ossa per consentire di spingere la coda con forza sia in movimenti orizzontali, da un lato all’altro del corpo, sia verticali, verso l’ alto e verso il basso.

Gli Oviraptor erano dinosauri bipedi che avevano attraversato diversificazioni importanti della famiglia dei dinosauri carnivori. Gli Oviraptor erano però erbivori, che popolavano le regioni della Cina, della Mongolia e dell’attuale Stato di Alberta (Canada), durante il tardo Cretaceo, verso la fine dell’ Era dei dinosauri.

“E’ da questo periodo che una certa varietà di dinosauri utilizzarono le piume per il volo e per l’isolamento dal freddo”, afferma Persons. “Questo dimostra che i dinosauri del tardo Cretaceo facevano praticamente tutto ciò che fanno oggi gli uccelli moderni”.

Oltre alle piume ondeggianti della coda, gli Oviraptor erano dotati anche di importanti creste ossee sulla testa, un richiamo in più per un eventuale accoppiamento.

“Fra la testa crestata e le piume della coda agitate, gli Oviraptor avevano una netta propensione per l’esibizionismo visivo”, conclude Persons.

Leonardo Debbia
16 gennaio 2013

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