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Cyberstalking Cosa è? Come difendersi?

cyberNel XXI secolo la comunicazione è diventata prevalentemente elettronica, fenomeno che si sta istaurando sempre di più nelle case di tutti noi. L’uomo con la tecnologia ha creato un nuovo modo di comunicare tra le mura domestiche e nel sociale attraverso il computer, dove mette in atto meccanismi relazionali di ogni tipo. Il cybermondo è una realtà molto più immaginaria e simbolica che fisica, molto più concettuale che diretta. Questa nuova magia tecnologica permette alle persone di comunicare tra loro indipendentemente dal luogo in cui si trovano o dal fuso orario, annullando le distanze spaziali. Il computer permette di conoscere l’altro, ma non abbastanza da incontrarlo e accettarlo nella sua diversità e nella sua interezza, perché si trova all’esterno della dimensione del reale. Una conoscenza degli ambienti virtuali diventa quindi indispensabile per il ricercatore o il terapeuta che desidera studiare la realtà che i nuovi mezzi di comunicazione offrono, attraverso la strutturazione di quel fenomeno chiamato New Addiction Desorder. Al suo interno troviamo il cyberstalking, inteso come quella condotta persecutoria effettuata dallo stalkerusando la rete internet e i servizi a essa connessi. L’uomo di oggi ha bisogni e desideri da esprimere sempre più nuovi, che sono annullati dall’onnipotenza dei nuovi strumenti comunicativi, stravolgendo gli stili di vita. Oggi il bisogno di relazione sembra esser assorbito da un diverso modo di stare con l’altro, al fine di sentirsi probabilmente più leggeri e con meno situazioni difficili da gestire. Il cybermondo è come una terra estrema dove i limiti geografici sono metafora dei confini del Sé, vissuti da chi ha desiderio di conoscere e comunicare. Quel mondo più semplice è lì alla portata di un click, dove è facile immergersi da qualsiasi luogo e dove diventa possibile essere chiunque. Il bisogno di relazione è indispensabile per l’individuo, ma è altrettanto difficile scoprire le proprie fragilità, il non conosciuto, le proprie paure, ecco perché l’uomo si è trovato un’apparente alternativa tramite internet. Questo sembra essere uno dei motivi per cui i soggetti si rifugiano nel virtuale, accontentandosi di far trasparire solo la parte che pensa sia più adatta alla situazione, istaurando una relazione infelice che ha alla base un bisogno insoddisfatto.

Le relazioni virtuali oltre che una minor ricchezza sensoriale, presentano l’aspetto dell’anonimato o meglio dello pseudonimo che appare perfetto per il cyberstalker, modificando condotte e stili di vita proprie e dell’altro. Facebook ad esempio è un sito web di reti sociali, considerando l’enorme quantità di dati che giorno dopo giorno vengono condivisi su questo sito, accade sempre più spesso che informazioni personali, tendano a passare sotto gli occhi attenti di ex partner ancora invaghiti o pseudo innamorati. Questo social network, si configura come uno tra i principali mezzi di comunicazione attualmente esistenti, sul quale purtroppo, si basano la maggior parte degli atti di stalking.

Ciò che caratterizza una quantità così diversa di condotte virtuali è la coscienza volontaria a terrorizzare la vittima. L’inseguimento virtuale dello stalker è una costante minaccia o molestia che s’insinua in ogni luogo che la vittima frequenta nel cyberspazio. Nel mondo virtuale lo stalker può molestare e assillare la sua vittima, senza dover lasciare la comodità del proprio computer o della propria abitazione. Le azioni più frequenti nel Cyberstalking sono: l’invio di mail a contenuto offensivo nei confronti della vittima (spamming), l’intromissione nel sistema informatico della vittima tramite programmi volti ad assumerne il controllo (trojan horses) o a danneggiarlo (virus), e infine il più comune di tutti, la falsa rappresentazione della persona offesa (in chat, o newsletters) spesso in contesti diffamatori.

Si consiglia ai soggetti vittime di cyberstalking di raccogliere le prove (email,chat) etc. e sporgere denuncia presso la Questura della zona.

Florinda Saverino
12 gennaio 2014


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Aggiunto in: Psicologia, Ricerca & Scienza

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