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Complessità… o Creazionismo irriducibile?

   Nella sua ipotesi del disegno intelligente Michael Behe sostiene che molti fenomeni biologici sono troppo complicati per essersi originati naturalmente e tale concetto, esposto addirittura come scientifico e non religioso dai suoi sostenitori, prende il nome di complessità irriducibile. In pratica, stando a questa sorta di “Creazionismo scientifico”, bombardierla complessità dei viventi può essere spiegata solamente attraverso fenomeni soprannaturali, ma non viene mai menzionato specificamente Dio… perché? Per poter rendere la “Scienza della Creazione” materia appartenente ai programmi scientifici scolastici. Negli Stati Uniti infatti le leggi volte ad insegnare il Creazionismo nelle scuole sono incostituzionali in quanto tendono a riorganizzare il programma scientifico per conformarlo a un particolare punto di vista religioso; come risultato nascono tentativi di camuffare il Creazionismo dietro la maschera di confutazioni apparentemente scientifiche. Richard Dawkins nell’Illusione di Dio scrive: “I creazionisti fanno colmare le lacune a Dio. Mettersi subito a proclamare a gran voce che si è davanti a una “complessità irriducibile” significa non avere immaginazione… Chi, dopo essersi stupito di un fenomeno naturale, salta subito alla conclusione che dev’essere un fenomeno soprannaturale, non è meglio di quelli sciocchi che dopo avere visto un illusionista piegare un cucchiaio concludono che è un fenomeno paranormale…” .

   La “scienza” dei creazionisti consiste  nel continuo tentativo di rovasciare l’Evoluzionismo basandosi su argomentazioni varie e prendendo in analisi organismi che ritengono essere la prova del disegno intelligente e della complessità irriducibile. Tra i loro preferiti ci sono i Coleotteri bombardieri, caratterizzati da un meccanismo di difesa “troppo complesso” per essere frutto dell’evoluzione. Nelle pagine del libro per bambini Bomby the Bombardier Beetle di Hazel May Rue si assiste al patetico tentativo di indottrinare i più piccoli attraverso frasi come ‘‘Where did I come from? I won’t ask. I will keep still and listen and listen.’’, falsi contenuti scientifici e assurde convinzioni come l’antica contemporaneità di uomini e Dinosauri! Tutte queste piccole perle di “fantastoria naturale” fanno ridere, ma in modo amaro  se consideriamo che questo continuo e subdolo meccanismo di lavaggio del cervello è finalizzato ad inculcare un substrato di nozioni molto lontane da ciò che è vero o verosimile.

   Ma chi sono i Coleotteri bombardieri? Perché sono stati scelti dagli “scienziati della Creazione” come caso emblematico di complessità irriducibile? In www.conservapedia.com sotto la voce “Bombardier beetle”, a seguito dell’inesatta collocazione sistematica (i Coleotteri bombardieri sono infatti indicati come famiglia e non come sottofamiglia), leggiamo: “So complex and exact is the defence mechanism of the bombardier, that many creationists have championed the bug as evidence that evolutionary theory is a fallacy.” … in pratica questo sistema è troppo complicato per essere frutto dell’evoluzione! Come potrebbe essersi evoluto “step-by-step” un simile meccanismo di difesa quando non funzionerebbe mai se privato di una sola delle sue parti? Secondo i creazionisti si tratta quindi di una complessità irriducibile. Behe afferma che incontriamo molti dispositivi irriducibilmente complessi nella vita quotidiana (famoso è l’esempio della trappola per topi), poi tratta il caso dell’occhio dei vertebrati dicendo che le forme intermedie non avrebbero alcuna funzionalità per l’organismo e contemporaneamente sostiene che le strutture vestigiali dei viventi in realtà non sono tali ma efficienti… allora quale sarebbe la funzionalità dell’occhio del Proteo, che vive la sua intera esistenza al buio totale di una grotta?  In effetti spesso risulta complicato riuscire a dedurre quale possa essere stata la fuzione dei precursori di determinati organi o sistemi, come è difficile immaginare una trappola per topi priva della molla fondamentale per il violento scatto. Ma se un organo anziché essersi sviluppato lentamente fosse comparso all’improvviso? Forse la molla della trappola è stata aggiunta successivamente a ciò era un tagliere per formaggi! Quello che Behe probabilmente non sa (o finge di non sapere) è che ormai da decenni è comunemente riconosciuta l’erroneità del postulato di Darwin secondo il quale l’evoluzione procede necessariamente per piccoli passi, basti pensare alle macromutazioni che nel giro di una sola generazione possono portare ad effetti fenotipici di portata ampissima (come le mutazioni omeotiche della regione regolativa del gene Ultrabithorax di Drosophila che determinano la trasformazione dei due bilanceri in ali perfettamente funzionali).

 Tornando ai Coleotteri bombardieri, questi curiosi animali appartengono alla sottofamiglia Brachininae  e il loro meccanismo di difesa è basato su “un’esplosione chimica bollente”. In un bacinetto addominale vengono immagazzinati idrochinoni  e perossido di idrogeno secreti da particolari cellule; tale bacino comunica con la camera di reazione, costituita da pareti molto spesse che producono catalasi e perossidasi. In condizione di pericolo il muscolo che controlla la valvola di separazione tra i due ambienti permette il passaggio di idrochinoni e perossido di idrogeno nella camera di reazione, in cui la degradazione del perossido e l’ossidazione degli idrochinoni in p-chinoni producono ossigeno libero e calore che porta la soluzione al punto di ebollizione. I gas prodotti esercitano un’elevata pressione  che implica l’improvvisa espulsione delle sostanze attraverso delle fessure addominali. Nella letteratura creazionista si riscontrano innumerevoli inesattezze riguardo tale processo, ad esempio la convinzione che la reazione avvenga necessariamente al di fuori dell’animale “altrimenti esploderebbe” (in Bomby the Bombardier Beetle c’è scritto “If it exploded inside, it would blow any Bombardier Beetle to smithereens.”): in realtà è proprio perché avviene all’interno che l’animale può direzionare il potente spruzzo contro la minaccia. Sicuramente immaginare come possa essersi evoluto questo sistema con gradualismo è molto difficile e nell’interessante sito http://www.talkorigins.org/faqs/bombardier.html Mark Isaak presenta argomentazioni e referenze precise che confutano la posizione dell’intelligent design a proposito di questo organismo.

   In conclusione dove sarebbe l’intelligenza di questo supposto disegno? Se qualcuno è riuscito a creare tutta la vita bisogna ammettere che ha utilizzato dei modelli morfo-fisiologici che sono dimostrazione di una scarsissima fantasia e intelligenza. Perché il presunto e astratto più che mai “Creatore” avrebbe usato per i Cetacei lo stesso identico schema osteologico che ritroviamo nei Chirotteri?

Bomby - Il coleottero bombardiere

Perché Rettili e Uccelli presentano entrambi l’uovo amniotico e un così simile sviluppo embrionale? Infiniti sono i “perché?” che il Creazionismo ancora ad uno scoglio di spiegazioni senza senso o che semplicemente lascia galleggiare nell’oceano di domande a cui non darà mai risposta. La diversità a livello sia intra- che inter-specifico presente sul nostro pianeta è qualcosa di assolutamente immenso e affascinante, qualcosa il cui farne parte è

già un onore senza la necessità di sentirsi l’obiettivo in carne di un’entità ultraterrena. Ma perché proprio l’uomo sarebbe il risultato perfetto di una volontà? E se da qualcuno è ritenuto il capolinea, è capolinea di che cosa? L’evoluzione non ha obiettivi o mete, non porta ad una maggiore complessità o a qualcosa di eternamente perfetto; indicare una finalità nell’evoluzione equivale ad individuare la direzione dell’infinito spaziale. Alla fin fine come tutti gli altri

esseri ci manteniamo in vita per riprodurci e preservare la nostra prole, forse lasciamo di noi un po’ di geni e qualche conoscenza… e il Creazionismo cos’è se non una conoscenza? Come per tutti i comportamenti apprendibili e non scritti nel nostro DNA, anche le dottrine creazioniste sarebbero destinate a scomparire se non venissero tramandate e apprese di generazione in generazione sottoforma di dogmi e limiti a ciò che potrebbe effettivamente essere l’unica cosa che ci distingue dagli altri animali, ossia il desiderio di conoscere. Certo, anche la teoria evoluzionistica è solo una conoscenza che permette all’uomo di comprendere la natura. Tuttavia credo che se per assurdo dovesse esserci all’improvviso una grande “estinzione di massa delle conoscenze”, prima o poi qualcuno, di fronte a forti indizi come le strutture omologhe e le somiglianze morfologiche tra taxa filogeneticamente vicini, tornerebbe sugli stessi passi che contemporaneamente portarono Darwin e Wallace all’identica conclusione; se invece dovesse nascere un nuova interpretazione fantasiosa dei fenomeni naturali sarebbe comunque differente da quella dell’attuale Creazionismo in quanto la spiegazione totalmente illusoria di un uomo è praticamente impossibile che si ripresenti identica a quella di un altro, proprio perché non fondata su prove evidenti che la valorizzino.

Federico Andermarcher


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