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Scoperta una nuova specie di ragno che produce la più estesa e resistente tela al mondo

Risale a Settembre dello scorso anno la scoperta di alcuni scienziati americani e sloveni riguardo una nuova specie di ragno che costruirebbe una delle ragnatele più ampie conosciute, sospesa tra una sponda e l’altra di fiumi e laghi del Madagascar. Per realizzare un’impresa simile, pare che i ragni utilizzino una seta con una resistenza e un’elasticità mai rilevata fino ad ora, perfino più resistente di qualsiasi altro materiale biologico o artificiale conosciuto.

La capacità dei ragni di produrre la seta e di modellarla in strutture come le ragnatele ha rappresentato un fattore chiave nel loro successo evolutivo. Questa proteina complessa, costituita principalmente dagli amminoacidi glicina, alanina e serina, viene emessa da vari gruppi di ghiandole, presenti nella sezione posteriore dell’animale (opistosoma), sotto forma di liquido idrosolubile che una volta a contatto con l’ambiente esterno si trasforma in un filo insolubile, causando l’aumento fino a dieci volte del suo peso molecolare. Per tale ragione, fino ad oggi, si riteneva che la seta avesse caratteristiche di resistenza simili al nylon e il doppio della sua elasticità, ma la scoperta porterebbe ad una riconsiderazione delle proprietà di questo materiale assolutamente naturale.

Il team internazionale che ha condotto la ricerca è composto da scienziati provenienti da diverse università del mondo, tra cui Ingi Agnarsoon, direttore del Museo di Zoologia dell’Università di Puerto Rico, Matjaž Kuntner, responsabile dell’Istituto di Biologia presso il Centro di Ricerca Scientifica e della Slovenian Academy of Sciences and Arts, e Todd Blackledge, Professore Associato di Biologia all’Università di Akron (USA). Nello studio pubblicato sul Journal of Arachnology, Kuntner e Agnarsson si avvalgono dei dati morfologici e genetici per dimostrare l’appartenenza del ragno, denominato Caerostris darwini, a una specie del tutto nuova per la scienza e per descrivere le caratteristiche uniche della ragnatela e dell’habitat. Il C. darwini, chiamato così in onore dei 200 anni dalla nascita di Charles Darwin, e precisamente 150 anni dopo la sua pubblicazione “On the Origin of Species”, è in grado di costruire una delle più ampie ragnatele orbicolari (ovvero le reti con la caratteristica forma circolare) e di tenerla in sospeso tra le sponde dei fiumi e dei laghi, ampliandola sui corsi d’acqua fino a 25 metri di larghezza.
Nell’articolo pubblicato simultaneamente sul giornale web PLoS ONE, Kuntner, Agnarsson e Blackledge si soffermano sull’analisi delle proprietà del nuovo tipo di seta, ipotizzando che l’eccezionale estensione della ragnatela sia legata alla tessitura di una seta con caratteristiche uniche. Gli scienziati hanno dimostrato la loro ipotesi scoprendo che la seta di C. darwini combina un’alta resistenza con una forte elasticità, perché capace di assorbire 3 volte di più l’energia prima di rompersi. La seta di C. darwini, inoltre, si dimostra circa il 100% più resistente di ogni altra seta conosciuta, meritando il titolo di materiale biologico più resistente al mondo.

Il team di scienziati, grazie ad una borsa di studio della National Geographic Society, è attualmente impegnato nella ricerca delle origini di C. darwini e del perché questa specie si sia evoluta con ragnatele e con una seta dalle caratteristiche uniche. Secondo Agnarsson gli antenati di C. darwini sono stati capaci di occupare nuove nicchie combinando la costruzione di nuovi tipi di ragnatele e nuove qualità di seta. I risultati dello studio saranno pubblicati sul numero di Settembre del Journal of Arachnology e del PLos ONe.

Paola Nucera


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