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Un peacemaker per combattere l’anoressia

anoressiaVisto il numero sempre più alto di giovani che soffrono di anoressia e, in alcuni casi, perdono anche la vita, i ricercatori del Neuroscience Krembil Centre e dell’University Health Network sembrano aver trovato la soluzione: un peacemaker cerebrale in grado di stimolare i centri neurali di ansia e umore, affinché si possano aiutare le pazienti a guarire da questa terribile malattia.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Lancet, aveva come obiettivo la stimolazione cerebrale profonda contro l’anoressia nervosa, in particolare per quei soggetti in cui il disturbo si manifesta in modo insistente.

Per 9 mesi, gli scienziati hanno studiato e tenuto sotto controllo 6 pazienti, donne di età compresa tra i 24 e i 57 anni, per le quali tutte le terapie tradizionali si erano rivelate inutili. Anni e anni buttati cercando di trovare quella molla in grado di far scattare un meccanismo nella testa che le portasse a capire l’importanza del cibo per il loro corpo.

Dopo aver impiantato gli elettrodi in quella parte di cervello che influenza il modo in cui l’essere umano regola il proprio umore e ansia, l’equipe ha acceso il dispositivo in modo che fornisse una stimolazione elettrica continua per tutto l’arco del tempo della ricerca.

Il risultato della sperimentazione ha mostrato come 3 delle 6 donne, oltre ad aver registrato dei miglioramenti nel loro stato d’animo, hanno pian piano iniziato a guadagnare quei kg da cui, per anni, avevano cercato di stare alla larga.

Delle altre 3, invece, una non ha mostrato alcun segno di miglioramento, l’altra ha avuto una crisi epilettica circa 2 settimane dopo che le era stato impiantato il peacemaker e l’ultima ha avuto un attacco di panico durante l’intervento.

Proprio per questo i ricercatori mettono in guardia tutte quelle ragazze e donne sprovvedute che pensano che basti premere un bottone per  “ordinare” al proprio corpo di aumentare di peso: la procedura non è adatta a tutte, ed è esclusivamente mirata a coloro che stanno rischiando la morte a causa di questo disturbo perché le solite cure hanno fallito nel loro obiettivo.

Isabel Novo List
10 marzo 2013

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