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Trapianto di testa: il neurochirurgo si difende così

sergio-canaveroL’annuncio della possibilità in breve tempo di un trapianto della testa ha scosso il mondo medico e generato reazioni discordanti ma Sergio Canavero, il neurochirurgo di Torino secondo cui entro due anni sarebbe possibile realizzare questo tipo di intervento, ha replicato: “È soltanto l’incompetenza di chi parla senza conoscere la materia”.

Secondo Canavero, entro due anni sarebbe davvero possibile questo nuovo e delicato tipo di intervento, non si tratta di qualcosa di illegale, bensì potrebbe essere un’alternativa all’eutanasia. Una semplice proposta, la sua, in quanto, almeno al momento, il professionista sembra non essere intenzionato ad entrare nel merito delle questioni etiche. Si è limitato a sostenere: “Io sono soltanto uno strumento. Spetta alla società stabilire se utilizzarlo o meno. Credo, però, che i tanti Welby (in riferimento a Piergiorgio Welby, coloro che chiedono disperatamente che venga staccata loro la spina, ndr) che ci sono in Italia, e non solo, potrebbero avere prospettive ben diverse da quelle di chi cerca l’eutanasia a tutti i costi”.

Non sono bastate queste parole ad evitare un dibattito di natura mondiale, visto che, in sostanza, il progetto denominato Heaven– curioso il nome stesso, che richiama l’idea di morte (“heaven” in inglese vuol dire “paradiso”, ndr) getta le basi per qualcosa di davvero incredibile: allungare la vita umana. Ma anche in questo caso Canavero ha fatto presente che “la società dovrebbe già cominciare a pensare al modo per regolamentare questa procedura, prima che un intervento rivoluzionario, progettato per fornire una terapia radicale a malati profondamente sofferenti, diventi una pratica spregiudicata nelle mani di chirurghi senza scrupoli”.

E ha addirittura lanciato una sfida, per dimostrare la validità dei suoi studi: è in cerca di un finanziamento di 10 milioni di euro. “Spero che l’Italia decida che questo progetto vale la spesa” ha affermato, sottolineando come “illegale è trapiantare un cervello. Ma questo è un trapianto di corpo, una donazione multiorgano”

Davide Basili
23 giugno 2013


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Aggiunto in: Medicina, Salute & Medicina

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