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Quando l’alimentazione crea dipendenza

La varietà è considerata il “sale della vita”, ma la varietà alimentare del mondo moderno può spiegare gli alti tassi di obesità di oggi? Secondo alcuni ricercatori potrebbe. Il portavoce dell’ ASN (American Society for Nutrition) Shelley McGuire ha dichiarato: “Sappiamo, da anni, che gli alimenti, e perfino il mangiare stesso, possono innescare il rilascio di sostanze chimiche cerebrali, alcune delle quali sono coinvolte in ciò che avviene con la tossicodipendenza e come avviene per i tossicodipendenti si può verificare la tolleranza o l’assuefazione, il che significa che l’uso ripetuto ( in questo caso l’esposizione ad un alimento) è a volte accompagnato da una mancanza di risposta ( in questo caso disinteresse per il cibo). I risultati dello studio di Epstein e colleghi forniscono un nuovo spunto molto interessante a quel rompicapo che è l’obesità, suggerendo che la monotonia nei pasti può portare ad un consumo calorico ridotto. Il trucco sarà nel conciliare questo concetto con l’importanza della varietà in una buona alimentazione.”

Gli studi hanno dimostrato che molte persone si disinteressano ad un alimento quando vengono ripetutamente esposte ad esso. Questa risposta, detta assuefazione, può diminuire l’apporto calorico nel breve periodo. Al contrario, quando le persone sono esposte ad una varietà di cibi, l’apporto calorico può aumentare. L’ipotesi di “dipendenza da cibo” presuppone che alcune persone potrebbero mangiare troppo perché sono insensibili alla normale risposta di assuefazione e quindi necessitano di una maggiore  esposizione all’alimento per attivare un disinteresse. Comunque, non c’è stata una ricerca rigorosa che abbia indagato se individui normopeso e sovrappeso hanno risposte diverse di assuefazione e si sa ancora poco su quali modelli di esposizione alimentare sono più efficaci nello scatenare l’assuefazione. Per contribuire a colmare queste lacune nella ricerca, gli studiosi  hanno analizzato le  abitudini  a lungo termine  nelle donne obese e non obese.

Gli autori hanno concluso che la riduzione della  varietà nelle scelte alimentari può rappresentare un’importante strategia per coloro che cercano di perdere peso. Inoltre, per  una persona il ricordo di aver mangiato un determinato cibo  di recente può essere efficace in questo senso.


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