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Obesità infantile: negli Stati Uniti la percentuale è finalmente scesa

obesità-infantileGrandi soddisfazioni per la First Lady americana: grazie alle tante iniziative organizzate da Michelle Obama per sensibilizzare ad uno dei problemi più grandi degli Stati Uniti, infatti, il numero di bambini obesi è diminuito.

A diffondere la notizia sono i Centri Americani per il Controllo e la Prevenzione della Malattia (CDC), che ogni anno monitorano la percentuale di obesità nel Paese. Lo studio da cui sono emersi i dati che sono subito stati pubblicati sulla rivista Jama, fa riferimento a oltre 27 milioni bambini compresi tra i 2 e i 4 anni, facenti parte di quella fascia di età molto critica durante la quale l’obesità inizia a piantare le sue radici.

I piccoli pazienti, che provengono da 30 Stati diversi, sono stati individuati all’interno dei partecipanti al sistema di sorveglianza di nutrizione pediatrica. Contrariamente a quanto si pensa, nella maggior parte dei casi il problema dell’obesità riguarda i bambini nati dalle famiglie meno benestanti, le quali beneficiano dei buoni alimentari rilasciati dallo stato federale.

Grazie all’interesse della moglie di Obama, che ha preso a cuore la situazione, cercando di sensibilizzare il popolo illustrando loro la gravità del problema, le abitudini alimentari degli americani sono nettamente migliorate. La percentuale di obesità in fase infantile nel 2010 è passata dal 15,36%, dato registrato nel 2004, quando si è raggiunto il numero più alto di obesi in America (contro il 13,05% stimato nel 1998) al 14,94%.

Davide Basili
1 gennaio 2013

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Aggiunto in: Salute, Salute & Medicina

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