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Manovra e liberizzazioni: Via libera alla vendita dei farmaci di fascia C

E’ parte integrante della manovra finanziaria che in uno dei punti ha dato il via alla “liberalizzazione dei medicinali di fascia C. Quei medicinali con prescrizione medica non rimborsati dal Servizio Sanitario nazionale che  d’ora in poi saranno commercializzati non solo nelle farmacie ma anche nelle parafarmacie e nei grandi corner di distribuzione.

A tutela delle piccole realtà l’introduzione avverrà esclusivamente nei maggiori Centri e sempre previo la presenza di un farmacista. La disposizione dell’area farmaceutica occuperà un luogo preciso e ben serrato rispetto alla zona commerciale onde così evitarne, sopratutto durante orari di chiusura, l’accesso a terzi.

”Un passo avanti” nell’ambito della concorrenza ha spiegato in conferenza stampa il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, precisando che ”naturalmente saranno usate tutte le precauzioni a tutela del consumatore: e’ previsto che siano comunque sempre presenti i farmacisti, e riguarderà solo i centri maggiori perchè i centri minori, come servizio universale, vanno ancora maggiormente tutelati”.

Aumenterà anche il numero delle farmacie secondo un piano di “potenziamento della rete” sottolineato dal ministro. Il numero di abitanti necessario all’apertura di una farmacia non sarà più 5000 ma 4000.

L’autorità sanitaria, secondo il decreto, avrà 120 giorni – data nella quale entrerà poi in vigore la legge – per  conformarsi al provvedimento di revisione straordinario della pianta organica.

Dure le risposte da parte di Federfarma, annunciate dal presidente Annarosa Racca, che ieri ha dichiarato: “I farmacisti italiani si riuniranno in assemblea a Roma il prossimo 7 dicembre, con l’obiettivo di analizzare i contenuti del provvedimento anticrisi, qualora fosse confermata la vendita libera dei farmaci con ricetta medica nei corner dei supermercati, bazar, parafarmacie, pizzerie, e mercati rionali, siamo pronti a porre in atto le proteste più forti, non escludendo la serrata, per spiegare a tutti di quale servizio si vuole privare i cittadini. L’assistenza farmaceutica non c’entra nulla con lo sviluppo economico. Nessuno l’ha mai neppure teorizzato, tranne in Italia dove con il patrocinio di forti soggetti economici e di qualche politico interessato la ricetta medica esce dalla farmacia: primo caso al mondo”.


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