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L’Alzheimer può essere fermato? Un nuovo studio suggerisce: “sì”

Uno studio condotto al Toronto Western Hospital, in Canada, suggerisce che una stimolazione del cervello, tramite lievi scariche elettriche, rallenta il decorso della malattia d’Alzheimer. La ricerca, pubblicata sugli Annals of Neurology, è stata condotta, per ora, su sole sei persone, ma il ricercatore Andres Lozano, autore dello studio, sostiene di aver ottenuto già dei risultati soddisfacenti.

«Nella malattia di Alzheimer è noto che il cervello si restringe e in particolare l’ippocampo», fa notare Andres Lozano. Il ricercatore ha pensato bene di stimolare il cervello in profondità con degli elettrodi. Questa tecnica è utilizzata anche nei malati di Parkinson, e si è mostrata efficace nell’alleviare alcuni sintomi. Da qui l’idea di sperimentarla anche sui malati d’Alzheimer. Dopo un anno di trattamento ha osservato che in tutti i pazienti l’ultizzo del glucosio è aumentato, segno che quell’area aveva parzialmente ripreso a funzionare. Addirittura in due dei sei pazienti il volume dell’ippocampo invece di ridursi è aumentato. Infatti, Lonzano afferma «Non solo l’ippocampo non si è ridotto, ma è cresciuto del 5% in una persona e dell’ l’8% nell’altra».

Come avvenga questo miglioramenti è tutt’ora un punto interrogativo, ma probabilmente, secondo Lozano, le scariche elettriche favoriscono la nascita di nuovi neuroni e di nuove connessioni. Il ricercatore ha già annunciato una nuova ricerca con un numero maggiore di persone.


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Aggiunto in: Medicina, Neuroscienze, Salute, Salute & Medicina

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