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Bere poco o bere niente? Rischio di mortalità a confronto

 Bere poco allunga la vita? Secondo un nuovo studio coloro che bevono con moderazione vivono di più. I motivi derivano probabilmente dal benessere che trae l'organismo dalle situazioni nelle quali si è soliti prendere drink, di soddisfazione a livello "sociale" o "lavorativo".


Bere poco allunga la vita? Secondo un nuovo studio coloro che bevono con moderazione vivono di più. I motivi derivano probabilmente dal benessere che trae l’organismo dalle situazioni nelle quali si è soliti prendere drink, di soddisfazione a livello “sociale” o “lavorativo”.

Coloro che non bevono potrebbero avere un rischio di mortalità più alto rispetto a chi beve con moderazione, ma i motivi dell’astinenza fanno una grande differenza.

Molti studi hanno mostrato che la probabilità di morire delle persone che bevono aumenta con un maggiore consumo di alcol, ma sono gli stessi studi che dimostrano che il rischio aumenta tra le persone che non bevono affatto, anche se – naturalmente – non arriva ad eguagliare quello dei bevitori pesanti.
Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’aumento di mortalità tra chi non consuma alcol può essere legato al fatto che un consumo leggero di alcol, ovvero meno di un drink al giorno, dovrebbe proteggere le persone da alcuni tipi di malattia e ridurre i livelli di stress.

Secondo uno studio dell’Università del Colorado, infatti, le persone che non bevono hanno un rischio di mortalità più alto di coloro che, in piena moderazione, consumano alcol. Ma i “non bevitori” si possono suddividere in diverse categorie, e le ragioni che li spingono a non bere influenzano il loro rischio di mortalità, in alcuni casi al pari con quello dei “bevitori leggeri”.

Possiamo dunque distinguere diverse categorie tra questi, basate sulle diverse motivazioni:
i motivi per non bere possono essere la poca predisposizione a socializzare, un passato da alcolizzati o questioni religiose e morali.
Quindi le categorie sono: ex bevitori, astemi o coloro che non hanno bevuto più di 12 drink nella loro vita, bevitori occasionali o quelli che bevono 12 drink all’anno.

Da questa distinzione è emerso che in base alle diverse sottocategorie varia il rischio di mortalità comparato con i bevitori leggeri, quindi la convinzione che i “non bevitori” hanno sempre un rischio di mortalità più alto o più basso dei “bevitori leggeri” è sbagliata perché si possono trovare alcuni gruppi di “non bevitori” che hanno lo stesso rischio di mortalità dei bevitori leggeri.
In particolare, i non bevitori a causa dell’avversione al gusto delle bevande alcoliche o per via di responsabilità familiari o questioni morali e religiose, hanno avuto un rischio di mortalità del 17% in più rispetto ai bevitori leggeri, mentre gli ex bevitori hanno avuto un rischio del 38% in più rispetto ai bevitori leggeri.

Il risultato è puramente statistico, ma mette in evidenza come la rinuncia assoluta a drink o bevande alcoliche non incida necessariamente su un aumento proporzionale in termini di vita. Al contrario seguire una dieta completa, fare sport, dedicarsi a qualche hobby e crearsi un ambiente piacevole intorno si riflette sul benessere e quindi, anche in questo caso statisticamente, sul rischio di mortalità.

Redazione
25 luglio 2013


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