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Digital Scanner, pratico ed innovativo

Tra gli strumenti ortodontici che un dentista ha a disposizione ve n’è uno che, sebbene forse poco conosciuto ai pazienti, sta riscuotendo un successo enorme. Si tratta del dentascan (chiamato anche  Dentalscan o TC dentale), un software di ricostruzione che studia le arcate dentarie, la cui applicazione è legata all’acquisizione dei mascellari con la tecnica della tomografia computerizzata.

Il suo funzionamento, molto semplice, prevede che il paziente venga comodamente sdraiato sul lettino comandato elettricamente, con la testa in una posizione che, grosso modo, richiama quella della tradizionale TAC. Per far sì che il capo sia perfettamente centrato, vengono utilizzati due indicatori laser appositi: uno consiste in una linea verticale sul viso del paziente, e l’altro in un punto laterale che serve per ottimizzare il centro dell’area di ricostruzione.

Contrariamente a quanto si possa pensare dopo questa descrizione, la durata del dental scanner è di poco più di un minuto, 75 secondi per l’esattezza, e l’esposizione al cliente è 5 volte inferiore a quella utilizzata dal una TAC normale.

Una volta conclusa, si deve applicare un programma di ricostruzione primaria ai raw data dell’esame, che possono anche impiegare diversi minuti prima di essere presentati. Non è possibile calcolare con esattezza il tempo necessario alla presentazione delle immagini proprio perché varia a seconda delle modalità di esecuzione del macchinario. Più la ricostruzione mira ad un volume esteso (come nel caso in cui comprende l’area mascellare), più sono necessari diversi minuti, che arrivano ad un massimo di 5.

Una volta che i raw data sono disponibili, vengono memorizzati nel relativo archivio, in modo che la ricostruzione possa essere effettuata in un qualsiasi momento, e non necessariamente alla fine dell’esame.

Grazie a questo programma di ricostruzione multiplanare e3D, è possibile studiare le strutture ossee (in modo che, se necessario, si possano studiare procedure di preparazione agli impianti), avere una definizione anatomica migliore ed ottenere una maggiore accuratezza nello studio sia dei processi espansivi che di quelli infiammatori.

Isabel Novo List
21 novembre 2012

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Aggiunto in: Odontoiatria, Salute & Medicina

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