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Cura dell’alopecia femminile: partire dalle cause per arrivare alle soluzioni più adatte

La calvizie femminile, o alopecia androgenetica femminile, è un problema di enorme rilievo per molte donne. Cosa fare allora quando i fluenti capelli di un tempo cominciano a sfibrarsi, assottigliarsi e diradarsi progressivamente? Innanzitutto va ricordato che circa il 50% delle donne può soffrire di problemi legati ai capelli ma solo un certo numero soffre di alopecia androgenetica femminile. Ben 3 possono essere i picchi principali di comparsa: durante la pubertà, dopo la gravidanza e in menopausa.

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Problema del problema è poi il fatto che ben il 70% dei pazienti si rivolga ad un dermatologo o comunque ad uno specialista solo dopo aver già consultato erboristi, farmacisti, parrucchieri e siti Internet con rimedi “fai da te” di dubbia validità. Occorre sin dalle prime avvisaglie rivolgersi ad uno specialista altrimenti si dilatano inutilmente i tempi di intervento e si rischia di aumentare l’entità stessa del problema.

L’alopecia androgenetica femminile è strettamente legata a cause e concause tra le più disparate sebbene si possa tracciare a grandi linee un quadro di orientamento. Premesso che solo 1/3 delle donne con alopecia androgenetica è affetta da patologie che determinano un eccesso di androgeni (come nel caso della Sindrome dell’ovaio policistico) tra le principali cause rientrano: carenza di ferro, eccessiva esposizione al sole, deficit di zinco, magnesio e vitamina B, squilibri degli ormoni tiroidei, regimi alimentari sbilanciati, periodo post gravidanza, menopausa, malattie croniche,  stress psico-emotivo, interventi chirurgici, episodi febbrili, ipertiroidismo e utilizzo di immunodepressivi.

Quanto, invece, alle manifestazioni cliniche dell’alopecia androgenetica femminile essa è annunciata da un progressivo diradamento dei capelli sino ad una loro successiva e altrettanto progressiva caduta.

Al di là comunque di cause scatenanti ed età del paziente, c’è una sola cosa da fare: agire subito e andare alla radice del problema. Oltre a terapie farmacologiche, terapie laser e terapie chirurgiche sta riscuotendo enorme successo in tutto il mondo il trattamento di Medicina Rigenerativa bSBS che include una diagnosi genomica e ormonale avanzata. La terapia consiste nella rigenerazione follicolare.

In Italia a proporre il Protocollo medico non chirurgico bSBS (Advanced Regenerative Medicine Protocol and Genomic Analysis) di Biostimolazione bulbare è il Gruppo biomedico HairClinic guidato dal Dott. Mauro Conti.

Grazie a bSBS viene garantita la massima rigenerazione follicolare – favorendo non solo la nascita ma anche la crescita di capelli sani e robusti, con risultati duraturi nel tempo. Qualunque sia l’età e il periodo dell’anno, che si sia in gravidanza o si stiano facendo terapie farmacologiche per altri motivi, bSBS non è invasivo, non procura alcun dolore ed è scientificamente riconosciuto a livello mondiale.


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