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Arc, la proteina della memoria

arcSecondo uno studio condotto da un’equipe di ricercatori americani dell’Università della California, la perdita della memoria a lungo termine e le malattie ad essa connesse, tra cui l’Alzheimer e l’autismo, sembrano essere associata alla carenza della proteina Arc (Activity-regulated cytoskeletal). Questa era già nota per essere in qualche modo in relazione con i processi mnemonici, ma non si sapeva come. Ora, finalmente, lo si sa.

In base ad alcuni studi condotti sui topi, è stato dimostrato come quelli affetti da deficit di produzione di Arc, il giorno successivo all’apprendimento di un determinato comportamento, non erano più in grado di ripeterlo, in quanto non lo ricordavano. Da questa analisi, gli scienziati sono riusciti ad individuare il collegamento tra i neuroni che vengono attivati durante il processo della memoria e questa proteina, che a quanto pare è in grado di gestire l’intero processo ed è quindi fondamentale averne a sufficienza all’interno dell’organismo.

Inoltre, i ricercatori sono convinti che l’Arc sia in grado di influenzare anche alcune patologie genetiche tra cui la sindrome di Martin-Bell e quella dell’X fragile, che portano spesso all’autismo o alla disabilità mentale. Anche la demenza senile potrebbe giovare di qualche nuovo trattamento, visto che molti anziani tendono a dimenticare non solo i ricordi, ma anche cosa devono fare o chi sono le persone che li circondano.

Steve Finnebaker, coordinatore della ricerca, come si legge sulla rivista  Nature Neuroscience, ha infatti dichiarato: “È possibile che il cattivo funzionamento del processo omeostatico, quello che sottende alla stabilità delle funzioni, possa contribuire a instaurare il deficit di memoria e di apprendimento tipico del morbo di Alzheimer”.

Isabel Novo List
12 giugno 2013


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