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Quel che una pianta sa. Guida ai sensi nel mondo vegetale. Daniel Chamovitz. Ed. Raffaello Cortina

quel-che-una-pianta-saVi siete mai chiesti con quali meccanismi una pianta riesce ad interagire con l’ambiente, come sa che è il momento di fiorire, quando è bene perdere le foglie, come un germoglio capisce dov’è la luce, come l’edera percepisce la differenza tra alto e basso. Daniel Chamovitz, biologo israeliano, ci racconta come in fondo piante e uomini non siano poi così distanti, pensate che il gruppo di geni che permettono ad un vegetale di distinguere la luce fa parte anche del DNA umano. Gli apparati sensoriali delle piante si scoprono così assai affascinanti e ricchi di sorprese; le sfide evolutive quali il clima mutevole, i parassiti, la competizione per la luce del sole vincolate da una quasi assoluta staticità ci donano soluzioni intelligenti e intriganti mostrandoci la capacità della vita di trovare sempre risposte eleganti.

Racconta Chamovitz ” Noi siamo del tutto dipendenti dalle piante. Ci svegliamo in case fabbricate con il legno delle foreste del Maine, ci versiamo una tazza di caffè macinato da chicchi cresciuti in Brasile, indossiamo magliette fatte di cotone, stampiamo le nostre relazioni su carta, portiamo i nostri figli a scuola in auto con pneumatici fatti di gomma cresciuta in Africa e ci riforniamo di benzina derivata da cicadi morte milioni di anni fa. Estratti chimici delle piante riducono la febbre (pensate all’aspirina), e trattano il cancro (Taxol). Il grano ha portato alla fine di un’epoca e all’inizio di un’altra, e l’umile patata ha spinto a migrazioni di massa. Le piante continuano a ispirarci e a sorprenderci: le possenti sequoie sono gli organismi singoli e indipendenti più grandi al mondo, le alghe sono alcuni dei più minuscoli, e le rose inducono qualsiasi persona al sorriso.

Sapendo quello che le piante fanno per noi, perché non soffermarci un attimo a scoprire cosa hanno svelato su di loro gli scienziati? Sarà il nostro viaggio nel mondo della scienza che studia la vita delle piante; cominciamo, quindi, a capire cosa vedono davvero mentre passano il tempo nel nostro giardino”.

Marco Ferrari
16 aprile 2014


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