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Il paradosso dell’ornitorinco, Ann Moyal. Ed. Mondadori

paradosso-ornitorincoZampe palmate dotate di unghie velenose, largo becco d’anatra, folta pelliccia da castoro, temperatura corporea più bassa del normale, coda piatta, carattere schivo. Questo animale ha rappresentato un vero grattacapo per gli zoologi tanto che il primo esemplare australiano giunto impagliato al British Museum venne preso per un falso.

Questo simpatico paradosso animale scatenò involontariamente su di sé una ridda di ipotesi da parte dei tassonomisti, ai quali peraltro, complicò la vita oltre misura. Pare di sentirli ancora discutere: può essere un mammifero che depone uova? Ma ci sono le mammelle! Perché ha aculei con veleno così potente nelle zampe posteriori? Ma ha pochissimi nemici! Sparge il latte in acqua per nutrire i piccoli, non può allattare nuotando! Non può essere un mammifero, deve essere un rettile oviparo! Cova le uova coprendole col becco e la coda? E’ un rettile! E’ un uccello! E’ un mammifero!

La disputa andò avanti per un secolo e fu una dura guerra di convinzioni.

Questo interessante libro ne racconta tutti i risvolti dandoci una buona lezione di umiltà perché per dirla con Huxley: “Se la scienza vuole conservare la sua forza deve mantenere il contatto col sicuro terreno dell’osservazione”.

Marco Ferrari
31 gennaio 2014


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