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Il contributo delle immagini satellitari al censimento dei pinguini imperatore

Pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri).

Un recente studio, pubblicato questo mese sulla rivista PLoS ONE, rivela che esiste un numero doppio di pinguini imperatore in Antartide, rispetto agli studi precedenti effettuati su questa specie. La ricerca è frutto di una collaborazione tra il British Antartic Survey, l’Università del Minnesota (National Science Foundation), lo Scripps Institution of Oceaonography e l’Australian Antartic Division.

Lo studio, condotto da un team internazionale di esperti, ha utilizzato la tecnologia della mappatura satellitare per stimare il numero di pinguini di ogni colonia intorno alla linea di costa dell’Antartico. Fino ad oggi, la risoluzione delle immagini da satellite non era tale da consentire una precisa individuazione dei pinguini, ma grazie all’utilizzo di immagini satellitari VHR (Very High Resolution) e della tecnica del pan-sharpening i ricercatori hanno aumentato la risoluzione delle immagini, riuscendo a differenziare i vari elementi del paesaggio ghiacciato in prossimità delle colonie, ovvero gli uccelli, il ghiaccio, le ombre e le aree di defecazione della specie stessa; successivamente, essi si sono serviti di griglie e di fotografie aeree per calibrare le analisi.

L’uso di queste nuove tecnologie nello studio delle popolazioni è particolarmente significativo per animali come i pinguini imperatore che vivono in zone remote della Terra e con temperature che scendono anche al di sotto dei -50°C.
Il geografo responsabile del progetto Peter Fretwell del British Antartic Survey (BAS) ha espresso la sua soddisfazione per essere stati capaci di localizzare e indentificare un grande numero di pinguini imperatore: i 590,000 uccelli, infatti, sono risultati il doppio rispetto alle stime previste di 270.000-350.000 esemplari e questo censimento rappresenta il primo effettuato dallo spazio.

Le popolazioni di pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri) rappresentano un importante indicatore ambientale per i cambiamenti climatici, per via della loro stretta relazione con i ghiacci dei mari antartici. Questi uccelli dal piumaggio bianco e nero creano un contrasto perfetto con il ghiaccio sul quale vivono, rendendosi chiaramente visibili dalle immagini satellitari; tale caratteristica ha permesso ai ricercatori di analizzare un totale di 44 colonie di pinguini lungo la costa antartica, incluse 7 nuove colonie precedentemente non valutate.

Il co-autore del progetto Michelle LaRue dell’Università del Minnesota sostiene che le implicazioni di questo studio sono di vasta portata perché ora avremo la possibilità di applicare questi metodi per altre specie poco conosciute nell’Antartico, per rafforzare le ricerche sul campo e fornire informazioni accurate per stabilire azioni di conservazione. Inoltre, le nuove tecniche possono permettere di condurre le ricerche in tutta sicurezza ed efficientemente con un basso impatto ambientale, arrivando a determinare le stime di un’intera popolazione di pinguini.

Attualmente, la preoccupazione per gli scienziati è che in alcune regioni antartiche, il riscaldamento anticipato della primavera stia guidando verso una perdita di ghiacci, che costituisce l’habitat per i pinguini Imperatore, rendendo le colonie più a nord maggiormente vulnerabili ad ulteriori cambiamenti climatici. Secondo il biologo Phil Trathan, ricercatore del progetto, lo studio ha evidenziato che le colonie di pinguini imperatore saranno seriamente influenzate dal cambiamento climatico, pertanto un censimento accurato, diffuso sul continente e ripetuto regolarmente aiuterà a monitorare attentamente gli impatti dei futuri cambiamenti su questa specie icona dei ghiacci.

Paola Nucera


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Aggiunto in: Ambiente & Natura, Ecologia, Ecologia Animale, Zoologia

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