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Animali fantastici… ma dove trovarli? Spesso basta un libro di Zoologia

Fantàstico: agg. [dal lat. tardo phantastĭcus, gr. ϕανταστικός]. Creato dalla fantasia, che è frutto di fantasia, o in cui ha parte prevalente la fantasia.
Questa è l’autorevole definizione che la Treccani dà a un termine che usiamo spesso: fantastico. Una parola dalle mille sfaccettature, che nel contempo può indicare sia qualcosa di incredibilmente bello, sia qualcosa di surreale, frutto di qualche pindarico volo della nostra mente. Fantasia e razionalità spesso cozzano… o almeno questa è l’impressione che si può superficialmente avere. Il pittore e poeta inglese William Blake sosteneva che “Ciò che è oggi dimostrato fu un tempo solo immaginato“, mentre lo scrittore americano Tom Clancy asseriva che “L’unica differenza tra la fantasia e la realtà è che la fantasia deve avere un senso“. Insomma, fantasia e realtà sono due facce di una stessa medaglia e la stragrande maggioranza di ciò che viene “creato” con intenti fantasy e surreali ha in realtà un corrispettivo in Natura. Ciò avviene così frequentemente che riuscire a inventare ex novo qualcosa di assurdo, grottesco o apparentemente irreale è impresa quasi impossibile: in Natura c’è già tutto… e anche di più!

Nella letteratura e nel cinema, fantasia e fantascienza sono evergreen sempre apprezzati, ma se uniti a qualche saga di culto, il successo è assicurato: emblema di quest’ultimo caso è “Animali fantastici”, spin-off nato da una costola di Harry Potter e partorito sempre dalla geniale mente della britannica J. K. Rowling.
Newton Artemis Fido Scamandro, Newt Scamander nella trasposizione cinematografica, è un “magizoologo” (quanta bellezza in questa parola) ed ex impiegato del Ministero della Magia nell’ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche, una sorta di CITES in salsa fantasy. Per comprendere la sua personalità, la ricetta è semplice: basta prendere 3 bicchieri di Linneo e mescolare con 2 cucchiai di Harry Potter, quindi aggiungere Darwin q.b., una spolverata di Sheldon Cooper e un pizzico di Forrest Gump. Essenzialmente un Naturalista nerd con occasionali spunti di sana follia. Le creature fantastiche che questo Zoologo con la bacchetta alleva sono il fulcro sia dei libri che dei film. Tantissimi animali apparentemente frutto della vulcanica mente della Rowling si alternano sul grande schermo, lasciando sbigottiti dinnanzi a una fantasia così galoppante. Ma di fantastico non c’è poi così tanto: per quanto possa sembrare assurdo, tutti gli animali fantastici hanno un corrispettivo pressoché identico in Natura! La genialità è stata il “riassemblarli”, ma di inventato c’è ben poco, basta sfogliare un libro di Zoologia per addentrarsi in un mondo multiforme e variopinto molto più incredibile di quanto non si possa immaginare.
Di seguito, alcune schede che mostrano come realtà e fantasia abbiano spire che si penetrano reciprocamente, rendendo arduo scindere con fredda razionalità ciò che esiste da ciò che è un mero parto mentale. D’altronde, come dice il buon Newt, “Non ci sono creature strane … solo persone miopi“.

Snaso (Niffler)

Uno Snaso è una creatura magica inglese con l’abitudine di scavare in profondità per cercare tesori, senza disdegnare gioielli e preziosi vari che avidamente tende a “rubare” in giro.
Ad ispirare questo animale è stato Tachyglossus aculeatus, mammifero conosciuto come “Echidna Istrice” e diffuso in Australia, Tasmania e Nuova Guinea. Si tratta di animali monotremi, cioè in grado di deporre le uova e covarle in una sacca cutanea ventrale detta incubatorio, di fatto un marsupio naturale… d’altronde ricordate dove lo Snaso nascondeva i gioielli?

Lo Snaso e l’Echidna.

Asticello (Bowtruckle)

Un Asticello, noto anche come Serviente, è una creatura che custodisce gli alberi, tendenzialmente pacifica e in grado di comunicare con gli esseri umani. Ha piccole dimensioni e un “aspetto vegetale”, con zampe brune che assomigliano a radici o rametti… una creatura davvero difficile da scorgere se adagiata su una pianta!
Non vi ricorda nulla? Esatto, è una descrizione assolutamente calzante con quella di molti insetti, tra i quali i più noti sono i fasmidi, artropodi conosciuti come “Insetti stecco” per via della loro criptica morfologia. Ma non sono gli unici maestri del camouflage: anche se meno noti, come non citare gli ortotteri appartenenti alla famiglia Proscopiidae? Tra loro spicca Pseudoproscopia latirostris, specie diffusa in Perù e dall’aspetto così buffo che non può non essere stata di ispirazione alla Rowling.

Asticello e i simpatici ortotteri.

Celestino (Billywig)

Il Celestino è un insetto dal colore blu zaffiro le cui ali sono fissate in cima alla testa e girano così in fretta che vola vorticando. All’estremità del corpo è presente un lungo pungiglione.
Capire con certezza quale sia stata la specie che l’ha ispirato non è semplice, ma sicuramente tra le più somiglianti c’è l’Imenottero Thyreus nitidulus (conosciuto con l’intrigante nome “Neon Cuckoo Bee”), un’ape parassitica diffusa in Australia e in Nuova Guinea.

Celestino e l’Ape parassitica.

Demiguise

Il Demiguise è una creatura erbivora e pacifica, con grandi occhi neri e tristi. Se si sente minacciato, è in grado di rendersi invisibile; può inoltre predire il futuro. La sua pelle ha un grande valore commerciale in quanto il pelo può essere filato per creare i ricercatissimi Mantelli dell’Invisibilità.
La somiglianza (e soprattutto gli occhioni tristi) fanno pensare a un mammifero appartenente alla famiglia Lorisidae, probabilmente Nycticebus coucang, specie conosciuta come “Loris lento della Sonda” e diffusa nel Sud-Est Asiatico. Come il suo corrispettivo fantasy, secondo le tradizioni locali anche il lori può essere portatore di buone novelle o di sventure. A Giava questi animali sono conosciuti con il nome di muka (“la faccia”) e sono ritenuti forieri di malattia, morte o disgrazia; inoltre, si pensa che siano sempre tristi poiché rappresentano una porta aperta sull’aldilà, essendo così in grado di vedere gli spiriti inquieti dei defunti. Anche loro sono cacciati in quanto la loro pelliccia è considerata medicamentosa, tanto che c’è un ricco commercio illegale legato a questa specie.

Demiguise e il Lori.

Graphorn

Il Graphorn è una creatura molto aggressiva e dalle imponenti dimensioni. Ha gobba, lunghe corna e zampe con quattro dita. La sua pelle violacea respinge quasi tutti gli incantesimi, essendo più dura di quella di un Drago.
Nonostante l’aspetto pachidermico, è probabilmente frutto di un collage di più specie, perlopiù invertebrati: basti osservare i tentacoli che si dipartono dalla bocca, simili a quelli di uno cnidario o di un cefalopode. Ma ciò che spicca maggiormente sono le corna… come non notare l’incredibile somiglianza con le larve di Citheronia regalis, grossa falena diffusa in Nord America? Sebbene sia tra i bruchi più grandi conosciuti (supera i 15 cm di lunghezza) e nonostante sia dotato di lunghe spine, è totalmente innocuo.

Graphorn e il bruco di Citheronia regalis.

Swooping Evil

Lo Swooping Evil è uno dei tanti “animaletti domestici” di Newt… più un’arma che un puccioso, in effetti. Il suo aspetto è una sorta di collage che un unisce pipistrelli, rettili e lepidotteri, mentre la sua dieta è encefalofaga, nutrendosi di cervelli umani. Quando a riposo, si richiude su se stesso in un involucro verde, così che possa essere successivamente lanciato in battaglia come se fosse un Pokémon in versione noir.
Nonostante le dimensioni e il capo “pipistrellesco”, la fonte di ispirazione più plausibile è il lepidottero ninfalide Morpho peleides, bellissima farfalla conosciuta come “Morfo blu” diffusa in America centrale e meridionale. Il fatto che si richiuda in un involucro verde pressoché identico alla crisalide della suddetta specie avvalora questa ipotesi.

Swooping Evil e la farfalla Morpho peleides sia allo stadio di crisalide che adulta.

Murtlap

Il Murtlap è un aggressivo topone rosa e glabro, caratterizzato da una serie di tentacoli che gli crescono lungo la schiena e che ricordano un grosso anemone. Si racconta che queste appendici, se messe in salamoia ed ingerite, siano in grado di proteggere da incantesimi e maledizioni. Occhio: un eccessivo uso provoca la crescita di peli viola nelle orecchie di chi se ne ciba!
La specie che l’ha ispirato è senza dubbio Heterocephalus glaber, un roditore noto come “Talpa senza pelo” diffuso in alcune zone desertiche dell’Africa orientale, dove vive in gallerie sotterranee. Insomma, un Murtlap dopo la ceretta sulla schiena.

Murtlap e l’Eterocefalo glabro.

Occamy

L’Occamy è una grossa e variopinta creatura bipede che ricorda un serpente piumato. Depone uova dal guscio d’argento, quindi dal notevole valore commerciale. Ha inoltre la capacità di riempire totalmente il luogo in cui si trova, riducendo le proprie dimensioni fino ad entrare in una piccola teiera o ingrandendosi fino a riempire un’intera stanza.
Difficile dire con certezza quale sia stata la specie d’ispirazione, ma sono notevoli le somiglianze con Opisthocomus hoazin, uccello noto come “Hoatzin” e diffuso in Sud America in un’area geografica che copre i bacini del Rio delle Amazzoni e del fiume Orinoco. Così come la controparte fantastica, anche questa specie ha un aspetto molto primitivo: ricorda infatti Archaeopteryx o i dinosauri piumati ritrovati in Cina. Tra le sue caratteristiche più particolari c’è la coppia di dita artigliate presenti sul margine delle ali dei suoi pulcini, utile stranezza morfologica che gli permette di arrampicarsi sui rami; questi ultimi sono anche capaci di nuotare.

Occamy e l’Hoatzin, entrambi sia pulcino che adulto.

Kelpie

Il Kelpie è un demone acquatico di grosse dimensioni in grado di assumere differenti sembianze, anche se molto spesso ha l’aspetto di un cavallo ricoperto di alghe.
Sebbene tra le fonti di ispirazione ci siano sia il Mostro di Loch Ness, sia l’omonimo spirito maligno vivo nel folklore delle antiche leggende celtiche, la morfologia trae libera ispirazione da Phycodurus eques, pesce signatide noto come “Dragone foglia” diffuso nelle acque delle acque costiere dell’Australia e della Tasmania. I più attenti avranno notato che la famiglia a cui appartiene è la stessa dei più noti cavallucci marini, il che spiega la testa del Kelpie. Oltretutto, il nome è un chiaro rimando al Kelp, grosse alghe brune diffuse in molti mari e oceani che ricoprono il corpo di questa creatura; tale caratteristica ricorre anche nelle protuberanze dall’aspetto vegetale presenti in P. eques.

Kelpie e il Dragone foglia.

Matagot

Il Matagot è un minaccioso gattone che non attacca a meno che non sia provocato (n.d.r.: evitate di farlo!). In Francia, sono utilizzati dal Ministero della Magia per svolgere lavori umili, come l’ausilio al personale della sala spedizioni e la sicurezza di vari altri dipartimenti.
Ad ispirare queste creature è stato sicuramente il Canadian Sphynx, una pregiata razza di gatto originata da una naturale mutazione del gatto domestico.

Alcuni Matagot e lo Sphynx.

Riportare tutte le creature citate sarebbe stato arduo, così che ho preferito soffermarmi su quelle la cui origine reale era di più difficile identificazione senza un solido background di conoscenze zoologiche. Chiaramente non bisogna dimenticare le altre bestie fantastiche la cui origine è decisamente più intuituva: Erumpent è un rinoceronte, Nundu è un giaguaro, Thunderbird è probabilmente un’aquila arpia, Zouwu è un leone, Leucrotta è un alce… ma non finiscono qui le creature di “Animali fantastici”!

L’immaginazione è linfa vitale per gli esseri umani, ma scoprire che spesso la fantasia trae libera ispirazione dalla realtà è… fantastico!

Andrea Bonifazi

Sitografia

http://it.harrypotter.wikia.com/wiki/Harry_Potter_Wiki
https://www.pottermore.com/
http://www.potterpedia.it/

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