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Stalagmiti e improvvisi cambiamenti climatici negli ultimi 100mila anni

Un nuovo insieme di dati climatici sul lungo termine, raccolti esaminando le stalagmiti di una grotta del Borneo, mostra che la regione occidentale del Pacifico tropicale ha risposto in maniera molto diversa, rispetto ad altre regioni della Terra, agli improvvisi cambiamenti climatici del passato.

Questi dati sui cambiamenti climatici degli ultimi 100mila anni si aggiungono ora a quelli già noti e senza dubbio potranno aiutare gli scienziati ad elaborare modelli previsionali sulla  evoluzione del clima futuro.

Camera segreta della grotta Clearwater Connection del Parco Nazionale Gunung Mulu nel Borneo malese (fonte: Sciencedaily)

Camera segreta della grotta Clearwater Connection del Parco Nazionale Gunung Mulu nel Borneo malese (fonte: Sciencedaily)

Il nuovo dato importante è stato fornito dalle analisi isotopiche dell’ossigeno riguardanti oltre 1700 campioni di carbonato di calcio prelevati da quattro stalagmiti in tre diverse grotte del Parco Nazionale dello Stato di Sarawak, nel Borneo Malese.

I risultati suggeriscono che la retroazione climatica nelle regioni tropicali può amplificare e prolungare gli effetti di cambiamenti climatici improvvisi, come era già stato osservato nel Nord Atlantico.

Questi risultati sono stati pubblicati su Science Express, la prima versione on line della rivista Science.

Oggi si può constatare che cambiamenti, anche relativamente modesti, nell’oceano e nell’atmosfera del Pacifico tropicale, hanno marcati effetti sul clima globale.

Per il passato, invece, si hanno scarse prove di cambiamenti climatici in questa regione-chiave tali da far prevedere quale possa essere la reazione dell’intera area ad un nuovo brusco cambiamento climatico.

“Questo è un nuovo dato proveniente da una zona molto influente per il clima terrestre”, ha affermato Kim Cobb, professore associato alla School of Earth and Atmospheric Sciences del Georgia Institute of Technology. “Questo dato ci fornisce un altro pezzo del complesso puzzle che è l’area del Pacifico tropicale, mostrando come quell’area ha risposto ai cambiamenti climatici nel corso degli ultimi 100mila anni”.

Tra le scoperte ci sono state anche alcune sorprese che mostrano quanto sia complesso il “sistema clima” della Terra. Le stalagmiti del Borneo hanno infatti registrato risposte anomale ai cambiamenti climatici improvvisi, molto differenti da quelle registrate in siti simili di regioni vicine, poco più a nord del Borneo, come la Cina.

Le reazioni allo stesso cambiamento climatico, quindi, sono state talvolta identiche, talvolta molto diverse. E questo, al momento, rimane un fatto insolito ed insoluto.

“Dato che il Pacifico tropicale esercita la sua influenza in maniera significativa su tutto il pianeta ” – ha dichiarato Cobb – “riteniamo che sia estremamente importante capire i meccanismi che regolano questi fenomeni”.

Le stalagmiti recuperate nei Parchi Nazionali di Gunung Mulu e Gunung Buda, nel Borneo settentrionale, sono state portate al Georgia Tech Lab per analizzare i rapporti isotopici dell’ossigeno contenuto nel carbonato di calcio, il materiale di cui sono costituite.

Borneo Malese, grotte di Gunung Mulu. La ricercatrice Stacy Carolin, ripresa durante il prelevamento dei campioni di stalagmiti (fonte: Caving News)

Borneo Malese, grotte di Gunung Mulu. La ricercatrice Stacy Carolin, ripresa durante il prelevamento dei campioni di stalagmiti (fonte: Caving News)

Questo rapporto è fissato dalle precipitazioni avvenute sul sito, o meglio dall’acqua che è percolata attraverso il calcare ed è gocciolata nelle grotte, formando le stalagmiti, il cui ritmo di crescita è di circa un centimetro ogni mille anni.

Da questo si può intuire l’importanza dei risultati delle analisi per ricostruire un modello climatico.

“Le stalagmiti sono capsule temporali di segnali climatici vecchi di migliaia di anni” ha detto Stacy Carolin, ricercatrice del Georgia Tech Lab, che ha raccolto e analizzato i campioni. “Le registrazioni climatiche di cui eravamo finora in possesso sono vecchie solo di un centinaio di anni e se vogliamo guardare un po’ più indietro nel tempo dobbiamo trovare prove come queste”.

L’insieme dei dati delle quattro diverse stalagmiti ha evidenziato le tendenze delle precipitazioni sul Pacifico occidentale nel corso degli ultimi 100mila anni. Le informazioni ottenute sono estremamente attendibili e paragonabili a quelle fornite dalle carote di ghiaccio e dai dati climatici di altre parti del mondo.

Gli studiosi del clima sono interessati ai cambiamenti climatici troppo repentini perché potrebbero significare punti di “non ritorno”. Finora, ad esempio, il “sistema clima” ha risposto ad un ritmo costante al crescente aumento di anidride carbonica, ma molti scienziati mettono in conto eventuali effetti non lineari.

Per inciso, i ricercatori si sono sorpresi anche nello scoprire un segno netto e improvviso di cambiamento nelle stalagmiti del Borneo in concomitanza con l’eruzione del super-vulcano Toba, avvenuta nelle vicinanze dell’isola circa 74mila anni fa.

“Siamo colpiti nel riconoscere quanto il clima attuale della Terra sia diverso da quello dell’ultima Era glaciale”, ha detto Carolin. “Mentre stiamo osservando come gli esseri umani influiscono sul clima, sezionando e analizzando quello che succedeva decine di migliaia di anni fa in ogni parte del mondo, possiamo aiutare meglio gli scienziati a prevedere come il clima potrà rispondere alle nostre sollecitazioni”.

Leonardo Debbia
29 giugno 2013

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Aggiunto in: Ambiente, Ambiente & Natura

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