Ritrovati 18 nuovi minerali.

La scoperta arriva dalle isole Eolie dove sono stati ritrovati ben 18 nuovi minerali di origine fumaroliche. Il ritrovamento è merito di una convenzione tra la sezione napoletana dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ed il dipartimento di Chimica strutturale e stereochimica inorganica dell’università di Milano.

Gli autori della ricerca hanno sottolineato che non sono gli unici, altri 38 minerali potrebbero incrementare il numero degli attualmente scoperti già pubblicati dall’Associazione Micromineralogica Italiana (AMI), con la conferma dell’Organizzazione Mineralogica Internazionale nel volume: Vulcano, tre secoli di storia.

E’ merito delle strumentazioni tecnologiche di ultima generazione se è stato possibile analizzare e quindi ritrovare questi minerali, probabilmente unici all’interno del pianeta.  Il team disponeva infatti di microscopi elettronici a scansione provvisti di analizzatore per ottenere le informazioni sulla natura chimica dei vari minerali accompagnati da lettori a raggi-x per valutarne le proprietà nelle varie strutture polverose e solide.

L’isola del ritrovamento si chiama Vulcano e soltanto in questa sono stati ritrovati il 25% dei minerali di origine fumarolica a livello mondiale. Inoltre, sempre per merito delle nuove strumentazioni, negli ultimi 30 anni i minerali catalogati sono aumentati quasi del 500% passando da un numero di 1000 ad uno di circa 4800.

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