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Percorso evolutivo umano: dall’Africa all’Europa, passando da Oriente

mascella-fossile-di-Mala-BalanicaUn frammento osseo fossile trovato sepolto in profondità nel terreno della grotta Mala Balanica in Serbia induce gli scienziati a riconsiderare un periodo critico dell’evoluzione umana, allorché i fili costituenti il tessuto dell’umanità moderna dovevano ancora essere intrecciati.

Si tratta di una mascella parziale inferiore, originariamente riportata alla luce nel 2006, che in un primo momento era stata considerata più vecchia di 130mila anni, senza peraltro indicare una datazione più precisa.

L’aspetto suggeriva, peraltro, che avrebbe potuto essere molto più vecchia, ma nessuno fino ad oggi aveva avuto l’opportunità di provare di “quanto”.

I risultati di un nuovo studio sono stati pubblicati ora sulla rivista on line PLos ONE.

Il frammento viene datato con certezza almeno intorno ai 397mila anni, pur non escludendo che possa essere anche più vecchio e spingersi addirittura fino a 525mila anni.

A questa conclusione sono giunte le nuove prove e le analisi eseguite da un team internazionale formato da tre ricercatori di due Università canadesi, finanziati dal Natural Sciences and Engineering Research Council of Canada: Jack Rink, specialista in datazioni e studioso della Terra, della Scuola di Geografia e Scienze della Terra del McMaster; Jeroen W. Thompson, fisico del Dipartimento di Fisica Medica e Scienze della Radiazione applicata, anch’egli del McMaster; Mirjana Roksandic, paleoantropologa dell’Università di Winnipeg.

Grotta di Mala Balanica, Serbia (fonte: University of Winnipeg)

Grotta di Mala Balanica, Serbia (fonte: University of Winnipeg)

Il team si è avvalso anche della consulenza di altri ricercatori, francesi, inglesi e serbi; tra questi ultimi, il professor Dusan Mihailovic, dell’Università di Belgrado.

I lavori di scavo del sito risalgono al 2004, mentre il rinvenimento è del 2006, come già detto.

La nuova datazione, ricavata utilizzando tre diverse metodologie (risonanza di spin elettronico, analisi di serie dell’uranio e datazione a luminescenza con infrarossi) stabilisce che la mandibola è il fossile europeo di quell’epoca rinvenuto più a oriente, dal momento che ha condivisioni molto più comuni con fossili africani e asiatici che con altri coevi dell’Europa occidentale.

“Questo risultato sta focalizzando l’attenzione sull’Europa orientale e su quanto sia rilevante la posizione di quest’area geografica per l’evoluzione umana in genere. Ma è fondamentale, in ogni caso, per tutta l’evoluzione europea che segue”, afferma Rink. “Il fatto che questo fossile sia così vecchio e provenga da quell’area, lo collega agli esseri umani che sono migrati dall’Africa solo poco tempo prima”.

L’analisi della risonanza di spin elettronico è stata fatta nel laboratorio di Rink, presso il reattore nucleare del McMaster.

La scoperta è importante perché il fossile ha caratteri distinti dai suoi contemporanei occidentali, suggerendo che è precedente al periodo in cui i ghiacciai si ritirarono da quell’area.

La mascella fossile di Mala Balanica (fonte: University of Winnipeg)

La mascella fossile di Mala Balanica (fonte: University of Winnipeg)

La permanenza dell’individuo in quella regione testimonia che gli esseri umani primitivi rimasti isolati in Europa occidentale a causa della presenza dei ghiacciai abbiano avuto la possibilità di mescolarsi con i loro simili, che stavano sopraggiungendo dall’Asia e dall’Africa, e abbiano potuto originare un ibrido complesso, con caratteri rappresentativi di più regioni e più individui.

Il fossile avvalora quindi l’ipotesi che la penisola Balcanica sia stata una porta d’accesso fondamentale nella migrazione di popolazioni dall’Asia verso l’Europa.

“Durante questo periodo gli esseri umani in Europa occidentale cominciarono a sviluppare tratti neandertaliani, che mancano in questo specimen”, dice Roksandic. “Gli esseri umani in Europa sud-orientale non sono mai stati geograficamente isolati da Asia e Africa da ghiacciai e di conseguenza questo ha determinato la presenza di differenti forze evolutive sulle popolazioni di questa regione”.

La nuova datazione colloca con certezza il frammento di mascella nella prima parte del Pleistocene medio, che durò da 780mila a 130mila anni fa. Fu un periodo di cambiamento nella copertura del ghiaccio e di un rapido sviluppo umano; un periodo in cui i primi esseri umani cominciarono a difendersi efficacemente con le armi dai predatori e in cui iniziò l’uso e il controllo del fuoco.

“Le caratteristiche fisiche, la morfologia della mandibola e dei denti sono coerenti con il periodo”, afferma la Roksandic, che ha studiato la forma dell’osso e l’allineamento e la configurazione dei denti.

La nuova scoperta comporta l’esistenza di prove valide in altre aree dell’Europa sud-orientale che potrebbero riempire i pezzi mancanti del puzzle.

Leonardo Debbia
1 marzo 2013

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