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La separazione tra linee evolutive umane e scimmiesche risale a 8 milioni di anni fa

Un recente articolo sulla rivista Nature ipotizza che un antenato comune delle scimmie e degli esseri umani, il Chorapithecus abyssinicus abyssinicus, si sia evoluto in Africa due milioni di anni prima di quanto finora ritenuto.

  Le nuove conclusioni si basano sulle analisi di denti fossili rinvenuti nella Formazione Chorora, i più antichi sedimenti conosciuti provenienti dal rift di Afar, in Etiopia.

  “Il nostro recente studio suggerisce che 10 milioni di anni fa sia avvenuta una prima separazione delle linee evolutive degli esseri umani dai gorilla e quindi, verso gli 8 milioni, sia intervenuta una seconda divergenza tra uomini e scimpanzé”, ha dichiarato Giday WoldeGabriel, geologo del Los Alamos National Laboratory e membro anziano del team di ricercatori, che comprendeva 14 scienziati provenienti da Stati Uniti, Giappone ed Etiopia, guidati dal paleoantropologo Gen Suwa, dell’Università di Tokio, dai paleoantropologi etiopi Yonas Beyene e Berhane Asfaw e dai geologi WoldeGabriel, etiope, e Shigeiro Katoh, giapponese.

Denti fossili di Chorapithecus abyssinicus dal cui attento esame gli studiosi hanno tratto le informazioni sulla separazione delle linee evolutive dell’ uomo e del gorilla (Credit: Gen Suva)

Denti fossili di Chorapithecus abyssinicus dal cui attento esame gli studiosi hanno tratto le informazioni sulla separazione delle linee evolutive dell’ uomo e del gorilla (Credit: Gen Suva)

  “Questa divergenza è di almeno due milioni di anni anteriore alle precedenti stime che, in mancanza di prove fossili, si basavano esclusivamente sulla Genetica”, afferma WoldeGabriel.

  “La nostra analisi dei fossili di C. abyssinicus rivela che questa scimmia ha solo 8 milioni di anni. Da quel momento, si separarono definitivamente le linee evolutive di esseri umani e scimmie africane, ma finora nessun fossile di quel periodo era stato ancora ritrovato”.

  Scimpanzé, gorilla, oranghi ed esseri umani compongono la famiglia biologica Hominidae.

La nostra conoscenza sull’evoluzione degli ominidi – vale a dire quando e come gli esseri umani siano comparsi sul grande albero della famiglia delle scimmie è notevolmente aumentata negli ultimi anni, grazie ai fossili venuti in luce in Etiopia, tra cui il C. abyssinicus, una specie di grande scimmia estinta.

  Il team internazionale ha scoperto che il C. abyssinicus riporta a nuove osservazioni sul campo e a tecniche geologiche che, secondo gli autori, impongono di rivedere il momento della scissione umana dalle linee scimmiesche.

  WoldeGabriel è co-autore del relativo articolo, pubblicato nel mese scorso su Nature.

  Il ruolo del geologo etiope era l’analisi chimica delle ceneri vulcaniche contenenti i fossili della Formazione Chorora, per una correlazione locale e regionale con altre ceneri dell’Etiopia, una regione in cui i fossili sono venuti alla luce grazie alle eruzioni vulcaniche, ai frequenti terremoti che hanno frantumato le rocce e ai processi erosivi.

  Dall’esame di nove denti fossili di più individui di C. abyssinicus, si è potuto osservare che questi denti erano simili a quelli del gorilla, adattati per una dieta a base di fibre.

  Di conseguenza, il team evince che l’antenato comune di scimpanzé ed esseri umani visse prima di quanto era stato proposto dagli studi genetici e molecolari, che avevano fissata la divergenza a circa 5 milioni di anni fa.

  Alcuni obiettano che sono necessarie ulteriori prove fossili prima di accettare queste conclusioni, mentre molti altri ritengono estremamente importante la scoperta di una scimmia fossile di questo periodo.

  WoldeGabriel e il team hanno utilizzato metodi diversi per determinare l’età dei denti rinvenuti negli strati della Formazione Chorora. Per le rocce vulcaniche e i sedimenti si sono avvalsi dei metodi di datazione con argon e rilievi paleomagnetici. Le osservazioni sul campo, l’analisi chimica delle ceneri vulcaniche e i metodi geocronologici, hanno indotto WoldeGabriel a ritenere che l’età più probabile dei fossili fosse di 8 milioni di anni.

  Con queste nuove documentazioni fossili unitamente alle analisi dei sedimenti, il team conclude che il ramo umano dell’albero dei primati (in comune con gli scimpanzé) si sia separato dal gorilla circa 10 milioni di anni fa, almeno 2 milioni prima di quanto finora ritenuto.

Leonardo Debbia


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Aggiunto in: Paleontologia

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