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Un pappagallo da tutelare: il Kākāpō

Strigops habroptilus, noto più comunemente come Kākāpō, è un grosso pappagallo terricolo, endemico della Nuova Zelanda.  È l’unico esponente (specie) del genere Strigops (dal greco strigos “gufo” + ops “occhio”) e Il suo nome comune deriva dai termini māori kākā («pappagallo») e  («notte), ovvero pappagallo notturno.

Strigops habroptilus (Kākāpō). Credit: Flickr

È uno tra gli animali più singolari al mondo: è l’unica specie di pappagallo incapace di volare e quello tra i più longevi, arrivando a superare addirittura i 60 anni di età. Non solo, è anche il più massiccio (pesa circa 4 kg, ma può arrivare fino a 7 kg). Presenta, inoltre, un forte dimorfismo sessuale: il maschio è molto più grande rispetto alla femmina, circa un 30-40% in più in termini di peso. La femmina, a differenza del maschio, manifesta un piumaggio con minore quantità di giallo e meno chiazze, testa più piccola, ali e coda relativamente più lunghe e becco più stretto.

La sua dieta è costituita principalmente da tuberi, bulbi e rizomi, di cui si nutre durante la notte, sfruttando il suo olfatto estremamente sviluppato. Le ali, sebbene inutili al volo, vengono utilizzate per frenare, mantenere l’equilibrio e direzionare il movimento durante la discesa dagli alberi. Le grandi zampe gli consentono, infatti, di arrampicarsi con agilità sugli alberi fino a raggiungere altezze di 20-30 m.

Sequenza delle diverse posture assunte da un esemplare maschio di Kākāpō durante il booming. 1. Postura normale 2. Postura di allerta che anticipa il booming 3. Inizio del booming 4. Massima inflazione toracica durante il booming. (Powlesland, R.G et al., 2006)

Le singolarità di questo insolito uccello tuttavia non si esauriscono qui. I Kākāpō sono gli unici pappagalli che adottano un sistema nuziale basato sul “lek”, ossia sul raduno di tutti i maschi in specifiche aree riproduttive (“arene”) dove sfoggiano il proprio piumaggio e si rintanano in buche del terreno dalle quali emettono richiami a bassa frequenza (inferiori a  100 Hz), definiti booming, per attrarre le potenziali partner con versi udibili fino a 5 km di distanza.

La riproduzione, a differenza di quanto accade per la maggior parte degli uccelli, non avviene tutti gli anni, ma solamente ogni 3-4 anni, in corrispondenza del periodo in cui il rimu (Dacrydium cupressinum, conifera endemica della Nuova Zelanda) fruttifica abbondantemente.

Il sistema riproduttivo basato su display nuziali appariscenti e le peculiari caratteristiche biologiche del Kākāpō lo rendono estremamente vulnerabile e soggetto a forte predazione da parte di mammiferi. Quest’ultima è in parte associata al loro inefficace meccanismo di difesa: in caso di pericolo, infatti, tendono ad immobilizzarsi per confondersi con la vegetazione circostante sfruttando il loro piumaggio screziato e mimetico.

Strategia un tempo molto efficace nei confronti del suo primordiale predatore naturale, l’aquila di Haast (Harpagornis moorei, estinta intorno al 1480 d.C.), ma del tutto inadeguata con i predatori introdotti dai coloni europei (ratti, ermellini, puzzole e gatti), dotati di ottimo olfatto. Prima dell’introduzione dei predatori alloctoni l’areale del Kākāpō occupava una superficie ben più ampia. Oggi è fortemente minacciato di estinzione e sono molti gli sforzi portati avanti dal team di ricerca Kākāpō Recovery per mantenere viva l’esigua popolazione attuale (circa 153 esemplari secondo i dati del 2017).

Allyson Vigano 

BIBLIOGRAFIA 

  • Cockrem, J.F. (2006). The timing of breeding in the kakapo (Strigops habroptilus). Notornis 53(1): 153-159
  • Powlesland, R.G.; Merton, D.V.; Cockrem, J.F. (2006). A parrot apart: the natural history of the kakapo (Strigops habroptilus), and the context of its conservation management. Notornis 53 (1): 3 – 26. 

SITOGRAFIA
kakaporecovery.org.nz/wp-content/uploads/2012/12/Kakapo-timeline.pdf

 

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Aggiunto in: Ornitologia

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