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La mobilità sostenibile in Italia

Mobilità sostenibile

Mobilità sostenibile.

Gli italiani detengono il record di motorizzazione, con una media di 62 automobili ogni 100 abitanti. La pubblica amministrazione, invece di incentivare investimenti sulla mobilità urbana, resta incentrata sui settori dell’infrastruttura a lunga distanza come le reti autostradali e l’alta velocità. Come capita ormai di frequente, quando le ragioni dei cittadini e dell’ambiente restano sospese a mezz’aria, entrano in gioco le associazioni. Euromobility è un associazione italiana senza fini di lucro che promuove un’azione culturale, formativa e informativa sull’intero territorio nazionale e internazionale, volta a incoraggiare e diffondere valori civili idonei a stimolare l’introduzione di nuove forme di mobilità e trasporto, sia individuale che collettivo, sempre più ecosostenibili, a vantaggio della qualità della vita dei cittadini e nel maggiore rispetto possibile dell’ambiente.

La mobilità sostenibile in Italia delinea una questione complessa da risolvere, infatti spesso gli Italiani non prendono in esame le possibilità alternative, come ad esempio i mezzi pubblici, le piste ciclabili o il car sharing. In base ai dati che emergono dal rapporto Euromobility 2011, l’80% dei nostri connazionali non conosce che cosa voglia dire “car sharing”. Si tratta di un servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio, e pagando in ragione dell’utilizzo fatto. Il car sharing è disponibile in diverse città come Milano, Roma, Torino, Bologna, Palermo, Firenze ma anche Mantova, Livorno, Taranto, Bari e tante altre.

Per la mobilità a due ruote emerge un dato positivo: in Italia è in aumento la costruzione di piste ciclabili che permettono un uso sempre più ampio delle biciclette, in modo da poter contribuire alla lotta contro l’inquinamento dell’aria. Legambiente ha provveduto anche ad elaborare una graduatoria dei comuni italiani che si sono distinti in questo senso e le città più virtuose in tema di piste ciclabili sono Reggio Emilia e Lodi, accompagnate da Modena, Mantova, Vercelli, Cremona, Forlì, Ravenna, Cuneo, Ferrara, Piacenza e Padova. Non mancano però a questo proposito i casi che fanno discutere. Nella città di Milano il 65% delle piste ciclabili non sono a norma di legge presentando, tra le inadeguatezze più palesi, segnali sbagliati, corsie interrotte o che finiscono nel traffico, marciapiedi da condividere con i pedoni.

Ciò nonostante, si è ormai sempre più diffuso su tutto il territorio Italiano il servizio di bike sharing per muoversi agevolmente in centro urbano. Il servizio è analogo a quello del car sharing e prevede che ci siano delle stazioni in diversi punti della città dove poter disporre le biciclette. Il bike sharing, infatti, è una scelta di mobilità sostenibile compiuta ormai da 150 amministrazioni comunali: i risultati stentano ad avvicinarsi a quelli del resto d’Europa, ma possono comunque definirsi incoraggiati. Modena, Cuneo e Milano sono le tre città italiane più impegnate a combattere l’inquinamento atmosferico tramite questo servizio, con un rapporto di 1 mezzo ogni 1000 abitanti.  Euromobility, però, ha bocciato l’Italia su tutti i punti per essere al di sotto della media europea. Il loro impatto è ancora ininfluente. A Roma le bici da utilizzare in comune sono appena 105, cifre irrisorie in confronto ai 2,7 milioni di abitanti. Davvero nulla a che vedere, con le 2500 biciclette disponibili a Bruxelles. Sempre a Bruxelles le auto condivisibili sono 227, a Monaco 345, mentre in Italia 113 a Torino, 86 a Milano, 36 a Palermo. E tutto questo senza toccare il servizio dei classici mezzi pubblici. I dati sono sicuramente lontani a quelli di capitali europee come Parigi, dove il rapporto del bike sharing è di una bici ogni 100 abitanti, ma anche Legambiente conferma che i risultati sono uno stimolante punto di partenza per migliorare questo servizio di mobilità a impatto zero e favorire così anche lo sviluppo del cicloturismo sostenibile.

Le singole iniziative di alcune città fanno ben sperare in un miglioramento continuo. Sull’onda tedesca – dove è in progetto una vera e propria autostrada riservata ai mezzi a due ruote che colleghino città importanti come Dortmund e Duisburg – la città di Pesaro sta progettando la “bicipolitana”, una sorta di metropolitana di superficie dove possono circolare solo biciclette tradizionali o elettriche. Tutta la città sarà a misura di ciclista, con ben trenta zone ad accesso limitato, in modo del tutto gratuito e ad impatto nullo. A Lecce è prevista una grande opera di infrastruttura ciclabile che sia in grado di collegare il capoluogo e dei suoi diversi quartieri con la zona turistica di San Cataldo. In favore anche alla conservazione del paesaggio, è stata realizzata a Siena una pista ciclabile sul percorso della vecchia ferrovia che univa Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi; splendido esempio di recupero del territorio in difesa del verde naturale. Sempre a scopo turistico, molto interessante è a Roma l’idea di una pista ciclabile intorno al Colosseo: tutto ciò non fa altro che puntare sempre più alla valorizzazione del territorio.

 

Massimo Gigliotti


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Aggiunto in: Ambiente, Ambiente & Natura

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Un commento a "La mobilità sostenibile in Italia"

  1. giancarlo romanini scrive:

    forlì NON E’ una città virtuosa in tema di mobilità, sostenibile o meno_ se vi basate sui punteggi di legambiente vi ricordo che i dati per stilare le classifiche li forniscono i comuni stessi, e su questi legambiente non fa riscontri di veridicità o congruenza_ inoltre nel rapporto vengono elaborati dati quantitativi e non qualitativi_ i dati forniti dal comune di forlì sono “inesatti” (falsi) e la rete ciclabile malfatta e mal mantenuta_ poi, se vogliamo raccontarci le favole, va bene tutto, purché ad un certo punto l’ascoltatore si addormenti_ e non svegliamolo, non svegliamoci, mi raccomando…

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