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Il segreto della longevità? Custodito dalla talpa senza pelo

La talpa senza pelo (Heterocephalus glabe) ha una caratteristica che tutti gli animali (e non solo) vorrebbero: vive una vita lunga di circa 30 anni, ovvero 10 volte in più rispetto agli altri roditori, sana e immune ai tumori fino alla fine dei suoi giorni.

Eterocefalo glabro o talpa senza pelo (Heterocephalus glaber). (© Wikimedia)

I biologi dell’Università di Rochester stanno studiando la longevità dell’animale focalizzandosi sulla produzione delle loro proteine.

Le proteine sono alla base di tutte le funzioni di una cellula animale e, conseguentemente, sono assolutamente essenziali a tutti gli organismi. Ma prima di svolgere il loro compito, le proteine devono assumere la forma adeguata che permetta loro di connettersi ed interagire con le altre strutture della cellula.

Gli scienziati Vera Gorbunova e Andrei Seluanov hanno pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences un documento nel quale descrivono la loro scoperta nella costituzione delle proteine perfette della talpa senza pelo.

Lavorando sull’RNA ribosomiale, gli scienziati hanno effettuato la scoperta: dopo aver applicato un colorante ad un campione di rRNA, hanno trovato ben tre bande scure – che rappresentano concentrazioni di diverse molecole di rRNA – e non le solite due bande che sono caratteristiche di tutti gli altri animali.
A questo punto gli studiosi hanno voluto approfondire la scoperta, tentando di cogliere il nesso con la qualità delle proteine della talpa senza pelo.

Dal momento che i filamenti dell’RNA agiscono come macchina di sintesi proteica, cambiarne la forma può avere un diverso effetto sull’organizzazione delle parti ribosomiche.
La presenza di quella banda scura in più è strettamente legata alla correzione di alcune proteine che vengono prodotte occasionalmente in modo errato, permettendo di avere 40 probabilità in meno di incontrare un errore di questo tipo nelle cellule della talpa senza pelo rispetto a quelle contenute in una cellula di topo.

Si tratta di una scoperta fenomenale perché proteine senza aberrazioni aiutano il corpo a funzionare in modo più efficiente, e queste preziosissime informazioni potranno servire in futuro anche in campo medico per migliorare i trattamenti farmaceutici per gli esseri umani.

Maria Grazia Tecchia
19 ottobre 2013

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Aggiunto in: Ambiente & Natura

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