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Il riscaldamento globale ha aumentato il rischio del caldo record

Secondo i ricercatori le probabilità di intensi periodi di calore dono quadruplicate rispetto all’epoca pre-industriale, quando, nell’atmosfera, c’era molta meno anidride carbonica. (© Tom Wang / Fotolia)

I ricercatori hanno calcolato che il caldo intenso che si è verificato durante l’estate del 2012 è fino a quattro volte più probabile che si ripresenti in futuro rispetto all’epoca pre-industriale, quando nell’atmosfera c’era molta meno anidride carbonica.

L’estate del 2012 è stata una stagione dal caldo epico, Luglio in particolare è stato il mese più cocente che ha registrato picchi di calore record, ed è sempre più probabile che assisteremo ad altre estati di questo tipo.

Secondo uno studio condotto da Noah Diffenbaugh – professore associato di Stanford di Scienze del sistema ambientale della Terra e dall’assistente Martin Scherer – che prende in considerazione l’esempio degli Stati Uniti, oggi come oggi episodi come questi sono quattro volte più probabili di qualche decennio fa e tutto ciò è dovuto agli elevati livelli di gas serra nell’atmosfera.

I ricercatori si sono concentrati principalmente sulla comprensione dei processi fisici che hanno creato questa condizione pericolosa dal punto di vista climatico, concludendo che caldi così eccessivi erano condizioni estremamente rare nel secolo precedente.
Facendo dunque riferimento ai modelli climatici, gli scienziati hanno compreso la correlazione tra i livelli di gas a effetto serra e le estati torride.

Risulta dunque chiaro che le emissioni di gas serra sono in gran parte correlate a questi cambiamenti climatici, e dunque che l’uomo è largamente responsabile di questi squilibri.

Dal momento che eventi meteorologici così estremi comportano non solo scompensi nel normale equilibrio naturale del pianeta, ma anche danni a livello economico che penalizzano l’uomo, Diffenbaugh invita a riflettere sulla questione e a ridurre significativamente le emissioni di gas serra riducendo in tal modo al minimo l’impatto della prossima ondata di calore.

Maria Grazia Tecchia
12 ottobre 2013


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Aggiunto in: Ambiente, Ambiente & Natura

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