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Antropocene: inizia con l’Era nucleare?

La storia della Terra è stata suddivisa dai geologi in quattro Ere, a loro volta distinte in periodi.

La durata di queste epoche comprende, ovviamente. milioni di anni e la suddivisione si basa su eventi geologici e paleontologici che hanno interessato tutto il pianeta Terra.

Tralasciando le divergenze del mondo scientifico sulle opportunità di revisione della nomenclatura, ricordiamo solo la decisione della Commissione Internazionale di Stratigrafia del 2009 che ha riconfermato l’Era Quaternaria (o Neozoica) come ultima Era, e Olocene (del tutto recente) come il periodo che stiamo vivendo e che inizia circa 11700 anni fa, con la fine dell’ultima glaciazione.

Tuttavia, è da tempo che si sta cercando di definire e dare dei limiti temporali ad un altro periodo, caratterizzato dalla presenza dell’Uomo, l’Antropocene.

Un gruppo di scienziati ha individuato il 16 luglio 1945 come limite temporale di inizio di questa nuova Era nella storia della Terra.

Secondo questi studiosi, quel giorno sarebbe iniziato l’Antropocene, l’ultimo periodo, che vede come protagonista l’Uomo che interviene sulla Terra.

Gli esseri umani, con il loro impatto sul pianeta, stanno di fatto cambiando l’intero ambiente e quindi anche la geologia, creando nuovi e indicativi strati che sono destinati a persistere in futuro.

La proposta di questo limite per la nuova epoca si deve al chimico dell’atmosfera e premio Nobel Paul Crutzen, che la formulò nel 2000 e che da allora viene accettata sia in campo scientifico che dalla cultura umanistica.

L’esplosione di Trinity 0,016 secondi dopo la detonazione. La palla di fuoco aveva una larghezza di 200 metri (fonte: Wikipedia)

L’esplosione di Trinity 0,016 secondi dopo la detonazione. La palla di fuoco aveva una larghezza di 200 metri (fonte: Wikipedia)

Ma perché proprio questa data?

L’uomo aveva già avuto, nel passato, impatti incisivi sull’ambiente: migliaia di anni fa, con l’agricoltura; quindi, dalla metà del XIX secolo, con la Rivoluzione industriale.

Per gli scienziati, andava però ripreso un punto di svolta decisivo, che indicasse l’Uomo come protagonista e artefice di ‘segni tangibili di cambiamenti epocali’.

Ora, un gruppo internazionale di lavoro, analizzando formalmente l’Antropocene, suggerisce che il punto di svolta fondamentale è avvenuto senza dubbio a metà del XX secolo, con il primo esperimento nucleare, il Trinity Test, la prima esplosione atomica nel New Mexico.

Con l’inizio dell’Era nucleare, in effetti, cambiavano molte cose sul nostro pianeta.

Da quel giorno, non si sono lasciate soltanto tracce della nostra presenza, ma si è cominciato a modificare l’ambiente, il sistema Terra.

Da allora, hanno preso il via, accelerando progressivamente, eventi quali il forte aumento della popolazione, le emissioni di carbonio, le invasioni di nuove specie e le estinzioni di vecchie, movimenti di terre, divisioni e comunicazioni artificiali di mari, la produzione di cemento, plastica e metalli.

A tutto questo si aggiungano gli effetti nucleari nel terreno, con radionuclidi artificiali che sono stati sparsi in tutta la Terra, dai Poli all’equatore, perché rimanesse un segnale rilevabile nei moderni strati, praticamente ovunque.

La proposta, sottoscritta dai 26 membri del gruppo di lavoro, tra cui il dr. Jan Zalasiewicz e il professor Mark Williams, entrambi docenti del Dipartimento di Geologia dell’Università di Leicester, dichiara che l’inizio dell’Antropocene potrebbe essere considerato il giorno in cui avvenne il primo test nucleare nel mondo, il 16 luglio 1945.

L’inizio dell’Era nucleare segna il punto di svolta storico in cui per la prima volta gli esseri umani accedono ad una nuova fonte energetica enorme ed  è anche un livello temporale che può essere efficacemente monitorato all’interno degli strati geologici, consentendo di rilevare una quantità di indizi.

Il dr Zalasiewicz dichiara: “Come ogni limite geologico, anche questo non è un indicatore perfetto, dato che i primi livelli di radiazione globale sono aumentati in realtà nei primi anni  Cinquanta, allorchè sono stati fatti dei test nucleari con le bombe atomiche, ma potrebbe essere il modo ottimale per risolvere le molteplici linee di prove sul cambiamento planetario guidato dall’Uomo”.

Il gruppo si è riproposto di esaminare e dibattere ulteriormente la questione, con l’obiettivo di ridiscutere nel 2016 la formalizzazione di questa nuova unità di tempo, la definizione esatta da assegnarle e l’adeguata caratterizzazione.

 Leonardo Debbia

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Aggiunto in: Geologia

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