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Elefanti della foresta africana a rischio estinzione. Causa, l’avorio

Elefanti nei pressi del lago Manyara (fonte: Sciencedaily)

Elefanti nei pressi del lago Manyara (fonte: Sciencedaily)

Gli elefanti della foresta africana sono sotto minaccia di estinzione. Lo annuncia la rivista on line Plos ONE che, in collaborazione con lo Zoo di S.Diego, in California, ha realizzato uno studio in cui si afferma che negli ultimi dieci anni il 62% degli elefanti che popolano le foreste del Centro Africa sono stati uccisi dai bracconieri per il contrabbando dell’avorio delle zanne.

Il forte calo del numero dei sopravvissuti pone seri interrogativi ai ricercatori, che temono per la sopravvivenza di questi animali.

“Salvare la specie richiede uno sforzo collettivo e coordinato di tutti i Paesi in cui vivono gli elefanti della foresta; ed anche di quelli attraversati dalle rotte di contrabbando dell’avorio che portano verso l’Estremo Oriente. E non abbiamo molto tempo”, avvertono gli ambientalisti Fiona Maisels e Samantha Strindberg, dell’americana Wildlife Conservation Society, autori principali della ricerca.

Elefante della foresta del Gabon.

Elefante della foresta del Gabon.

Lo studio, il più esauriente mai condotto prima sull’elefante africano, include il lavoro di più di 60 scienziati svolto tra il 2002 e il 2011 e un immenso sforzo da parte del personale nazionale per la Conservazione dell’Ambiente, che ha impiegato complessivamente 91.600 giorni per il rilevamento degli elefanti nei cinque Paesi interessati (Camerun, Repubblica Centroafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon e Repubblica del Congo), percorrendo più di 13mila chilometri ed esaminando ben 11mila cumuli di feci di elefante per le analisi relative.

Il documento testimonia anche che quasi un terzo del territorio in cui gli elefanti della foresta africana sono stati in grado di vivere fino a dieci anni fa è divenuto ora troppo pericoloso per loro.

I risultati mostrano chiaramente che gli elefanti della foresta sono divenuti sempre più rari nelle zone più densamente popolate, specialmente là dove esistono delle infrastrutture, come ad esempio le strade, e dove la caccia viene praticata indiscriminatamente, sotto l’égida di cattivi governi, secondo quanto hanno indicato sia i livelli di corruzione raggiunti, sia l’assenza di forze dell’ordine adeguate.

Bethan Morgan, responsabile del programma dello Zoo di S.Diego per l’Africa Centrale, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dagli studiosi.

“Questo, nel suo genere, è il più grande studio fatto in collaborazione in tutta l’Africa Centrale” – ha assicurato la ricercatrice –  “ed evidenzia realmente la situazione di questa specie, importante anche da un punto di vista ecologico. Gli elefanti della foresta sono infatti parte integrante di un’area, la foresta appunto, che è il cuore dell’Africa, dove gli elefanti agiscono come parte di un più ampio ciclo vitale di molte specie vegetali, partecipando attivamente, con i loro spostamenti, alla diffusione delle piante stesse. Si sta registrando un numero sempre crescente di prove di un declino di alcune specie arboree a seguito dell’estinzione locale degli  elefanti”.

L’elefante africano della foresta (Loxodonta cyclotis) è stato a lungo ritenuto una sottospecie dell’elefante africano (Loxodonta africana), finchè recentemente gli studiosi, mediante l’analisi del DNA, lo hanno riconosciuto come una specie a sé stante.

I test – detto per inciso – erano stati iniziati in realtà per un altro scopo, per rintracciare l’origine dell’avorio sequestrato a dei bracconieri.

A sinistra: Elefante africano della foresta (Loxodonta cyclotis). A destra: Elefante africano della savana (Loxodonta africana)

A sinistra: Elefante africano della foresta (Loxodonta cyclotis). A destra: Elefante africano della savana (Loxodonta africana)

L’elefante della foresta ha la mandibola stretta e lunga e le orecchie sono più arrotondate dell’elefante africano della savana. Le zanne sono diritte e più scure e le dimensioni inferiori.

L’elefante delle foreste poi, a differenza dell’elefante africano, è facilmente addomesticabile.

La ricerca, svolta dal programma CITES-MIKE, ha dimostrato che l’aumento dei livelli di bracconaggio in Africa dal 2006 è fortemente correlato con l’andamento della domanda dei consumatori di avorio in Estremo Oriente e che questi livelli di bracconaggio sono anche fortemente connessi con la governance a livello nazionale  e con la povertà a livello locale.

Questi fattori hanno portato attualmente ad un crescente massacro di elefanti in aree geografiche che fino a qualche anno fa erano ritenute sicure.

Leonardo Debbia
12 aprile 2013

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Aggiunto in: Ambiente, Ambiente & Natura

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