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Perché le mangrovie sono importanti per gli squali balena

Negli ultimi mesi del 2011, un gruppo di quasi 300 volontari ha portato a termine un programma di rimboschimento di mangrovie, piantando circa 10.000 esemplari a Donsol, la porzione meridionale dell’isola filippina di Luzon. Quello che fino a pochi anni fa era un povero villaggio di pescatori, basato esclusivamente su attività di agricoltura e pesca tradizionali (e non sostenibili), oggi rappresenta uno dei luoghi più emozionanti per l’incontro tra l’uomo e la vita marina, nel totale rispetto della natura.
Dal 1998, anno in cui è stata vietata l’uccisione degli squali balena, infatti, Donsol ha sfruttato la presenza di questi “giganti gentili” per attrarre turisti e offrire loro l’occasione di immergersi e nuotare con i pesci più grandi esistenti. Questa forma di turismo ecosostenibile, insieme alla bellezza del luogo, ricco di vegetazione tropicale e spettacolari magie notturne di lucciole, ha creato un equilibrio tra la sopravvivenza dello squalo balena e il sostentamento dei pescatori, i quali, stagionalmente, vestono i panni di vere e proprie guide che accompagnano i turisti nei luoghi di avvistamento del gigante e lo tutelano facendo rispettare le regole dell’incontro.

Le mangrovie sono un elemento caratteristico del paesaggio di Donsol e sono piante di importanza vitale per la natura di questo luogo, non solo perché rappresentano il rifugio delle lucciole, che sono indicatori della salute degli ecosistemi, ma anche perché alimentano la crescita del plancton, alimento principale degli squali balena.
Raul Burce, a capo del WWF-Philippines Project, sostiene che gli squali balena si riuniscono a Donsol proprio per la grande quantità di plancton. Il plancton consuma i nutrienti portati dai fiumi ancora non inquinati di Donsol, tra i pochi habitat dove le lucciole ancora prosperano. Perdere le mangrovie significherebbe anche perdere le lucciole.
Gli squali balena, conosciuti come butanding in tagalog, la lingua locale, possono spostarsi anche per migliaia di chilometri in acque tropicali alla ricerca delle correnti di plancton. A Donsol, nel periodo compreso tra gennaio e maggio, le acque dei fiumi sono ricche di nutrimento e gli squali si riuniscono a decine. Se uno dei componenti di questo delicato ciclo venisse a mancare, anche gli altri seguirebbero la stessa sorte. La presenza di fiumi privi di inquinamento, necessari per la sopravvivenza delle lucciole, infatti, è legata alla fioritura del plancton, senza il quale gli squali balena migrerebbero altrove.
Il turismo naturalistico ha apportato una modifica radicale a Donson, dove si calcola che da dicembre 2010 a giugno 2011 abbiano nuotato con i “giganti gentili” un totale di 24.191 visitatori locali e stranieri. L’ufficio per il turismo di Donsol ha stimato che nella sola stagione 2010 siano stati prodotti 2.3 milioni di dollari provenienti dalle attività turistiche relative ai tour per incontrare la magia di squali balena, lucciole e mangrovie.
Per tali ragioni, la sezione filippina del WWF, il mese scorso, ha promosso una grande attività di rimboschimento delle mangrovie, immettendo 10.000 piantine nel Barangay di Sibago a Donsol. Le mangrovie (in tagalog bakawan) costituiscono uno degli habitat marini più produttivi, capaci di generare 500 kg per ettaro di cibo all’anno. Esse assorbono quantità significative di diossido di carbonio, che è il maggiore responsabile dei cambiamenti climatici. La spessa copertura vegetale che creano protegge le comunità costiere dalle violente tempeste di vento e onde generati dai tifoni; le tipiche radici labirintiche costituiscono un rifugio ideale per pesci e invertebrati e si ancorano ai sedimenti favorendo l’assorbimento di tracce di metalli pesanti; limitano, inoltre, l’erosione costiera e prevengono la contaminazione dell’acqua salata nell’entroterra. Perfino le foglie cadute rappresentano cibo e tane per gli animali.

Oltre a minacciare l’industria del turismo, la perdita delle foreste di mangrovie espone le comunità che vivono sulla costa al rischio di alluvioni, ad una più veloce erosione della spiaggia, alle intrusioni saline e ai danni provocati dalle tempeste che si intensificano di anno in anno. Quasi il 75% della copertura vegetale originaria è già stata persa a causa della trasformazione di porzioni di foresta in stagni di pesci e gamberetti a scopo di lucro. Il rimboschimento di mangrovie mira a rimediare questi danni. Secondo il vice-presidente e capo esecutivo del WWF-Philippines Jose Ma.Lorenzo Tan, la chiave di tutto è l’equilibrio: senza di esso la produttività dei nostri sistemi naturali crolla e solo trovando l’equilibrio tra la conservazione e lo sviluppo si può assicurare la sostenibilità.

Paola Nucera


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Aggiunto in: Ambiente & Natura, Ecologia, Ricerca & Scienza

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