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FIPEL: le nuove lampadine a luce bianca e a basso consumo

FIPEL-lampadine-luce-biancaL’ innaturale luce dei neon potrebbe essere presto solo un ricordo. Per chi non ama la colorazione che assume la pelle sotto la luce blu dei neon, per chi non ama lo sfarfallio, spesso fastidioso, né l’altrettanto fastidioso ronzio, un gruppo di scienziati americani ha sviluppato una alternativa che potrebbe diventare presto molto diffusa nella illuminazione su larga scala.

Le nuove lampadine, infatti, sono basate su una tecnologia chiamata FIPEL, ovvero sui polimeri a induzione di campo elettroluminescenti.

Questa tecnologia produce una luce perfettamente bianca: né il colore giallo emesso dalle comuni lampadine a fluorescenza, né il colore blu ed innaturale dei neon che spesso infastidisce gli occhi. Ovviamente, questo tipo di tecnologia di illuminazione non produce nemmeno il ronzio tipico della illuminazione al neon.

Il dispositivo di illuminazione è composto da  tre strati di un polimero ad emissione, modellabile e di colore bianco. Il polimero viene miscelato con nanomateriali che si illuminano quando sono stimolati e creano una luce completamente bianca, del tutto simile, per gli occhi umani, alla luce solare.

Questa luce, però, può essere emessa in qualunque tonalità di luce e le lampadine possono assumere qualunque forma, in modo da potersi adattare sia alla illuminazione di uffici ed ambienti pubblici, sia alla illuminazione domestica.

Non sono solo il colore, lo sfarfallio ed il ronzio dei neon ad avere spinto questa ricerca: questo nuovo sistema di illuminazione infatti risulta essere almeno due volte più efficiente delle lampade a basso consumo, ovvero le lampade CFL, fluorescenti compatte, ed efficienti in pratica quanto i LED.

Un altro indubbio vantaggio è che le lampadine stesse, costruite con strati di polimeri, non hanno necessità di avere il sistema illuminante contenuto in vetro il che le rende sicuramente più durature. Alcuni prototipi, funzionanti, hanno già raggiunto i 10 anni di vita.

La tecnologia FIPEL potrebbe essere utilizzata, ad esempio, per abbattere visibilmente i consumi legati per l’illuminazione di display e insegne luminose di grandi dimensioni.

Il gruppo della università di Wake Forest, sta collaborando con una azienda privata per mettere a punto un sistema di produzione che potrebbe rendere la tecnologia FIPEL pronta per il mercato già a partire dall’anno prossimo.

Giulia Orlando
16 gennaio 2013


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Aggiunto in: Ambiente & Natura, Ecologia

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