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Cartoline dall’Etna

L’Etna torna a far parlare di sé. Nel clima di queste – per molti versi – roventi giornate di consultazioni elettorali, mentre aleggiano ancora le infiammate dichiarazioni dei nostri politici, quasi a voler sottolineare, con la sua partecipazione, questo momento “caldo” del nostro amato Paese, ecco che il gigante siculo torna alla ribalta con le sue ben note ma sempre suggestive immagini di potenza e spettacolo.

vulcano-eruzione

Da cinque giorni il vulcano erutta lava, scuote la terra di Sicilia e fa giungere le sue ceneri fino sulla penisola. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Catanzaro e di Brindisi – per citare solo due città – che hanno visto coperti di polvere nera balconi, tetti, strade e auto. Le ceneri dell’eruzione del 23 febbraio, trasportate da un forte libeccio verso nord-ovest, sono arrivate quindi ben lontano dalla Sicilia.

L’episodio eruttivo è il quinto in quattro giorni, una fase di attività intensa, anche se nessun rischio diretto ne è derivato.

L’Ingv (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha confermato che la fase in atto è una delle più violente degli ultimi anni. L’emissione di ceneri ha coperto una vasta area che si estende dalle cittadine e dai paesi sulle falde del vulcano fino al Messinese e alla Calabria.

La Sila risulta ammantata di neve grigiastra e la poltiglia nelle strade delle città siciliane del Nord-Est rende difficoltoso il transito per le auto, tanto che l’aereoporto di Catania Fontanarossa è rimasto precauzionalmente chiuso.

Il preludio al parossismo era stato preannunciato nel pomeriggio di sabato 23, quando si è rilevata un’ampiezza crescente del tremore vulcanico, soprattutto nella stazione di monitoraggio di Belvedere.

Documentazione fotografica delle fasi eruttive tra le ore 18.30 e le ore 18.44 del 23 febbraio 2013

Tra le ore 18 e le 19 l’attività si è intensificata (vedi foto), formando piccole fontane di lava all’interno del cratere che si sollevavano di 100-150 metri oltre il bordo, finchè dopo le 19.30 si è avuta una colata di lava, fuoriuscita per un quarto d’ora circa e accompagnata da getti di materiale piroclastico. Alle 20.30 l’attività  esplosiva terminava, mentre il torrente lavico rifluiva nella deserta valle del Bove.

Versante sud-orientale dell’Etna. In evidenza la bocca alla base orientale del cono del cratere di Sud-est vista da Trecastagni, durante l’eruzione del gennaio 2010.

Versante sud-orientale dell’Etna. In evidenza la bocca alla base orientale del cono del cratere di Sud-est vista da Trecastagni, durante l’eruzione del gennaio 2010.

L’Ingv afferma che il volume di lava emessa è il più piccolo degli ultimi due anni, mentre è ingente la quantità di materiale piroclastico che aiutato anche dal forte vento da Sud-Est porta gli elementi più leggeri in sospensione a depositarsi tanto lontano.

Materiale piroclastico dell’eruzione in corso

Nelle vicinanze di Linguaglossa, un centro sulle pendici del vulcano, molti clasti avevano dimensioni ragguardevoli, raggiungendo i 15 centimetri.

Leonardo Debbia
25 febbraio 2013

 

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