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Strana, bella e pericolosa: la caravella portoghese

Caravella Portoghese

Caravella portoghese.

Il nome Sifonofori potrebbe essere sconosciuto ai più. Si tratta di un ordine di organismi marini, che appartengono al phylum degli Cnidari. Questi contengono specie molto più conosciute come per esempio i coralli, le meduse e gli anemoni. I Sifonofori invece sono un ordine a parte, appunto, ed è costituito da organismi molto particolari, che qualcuno definisce come super-individui. In effetti nei Sifonofori si hanno colonie di individui che si sviluppano in maniera molto differente e specializzata, in modo da costituire, tutti insieme, proprio un super organismo. Insomma, sembra un unico animale, ma invece è una colonia di diversi animali, specializzati nelle varie funzioni. Ma lo capiremo meglio proprio parlando del protagonista di questo articolo: la caravella portoghese (Physalia physalis).

Molti la confondono con una medusa, ma non lo è. Questo animale-colonia è formato da individui di quattro tipi diversi. Alcuni, i dattilozoidi, si sviluppano in lunghezza e formano tentacoli che raggiungono anche i 50 metri di lunghezza (normalmente sono sui 10 metri). Altri, chiamati gastrozoidi, si modificano a formare l’apparato di cattura e digestione del cibo. Poi ci sono i gonozoidi, cioè gli organi riproduttori (che sono singoli individui anche questi) e infine lo pneumatoforo che forma una sacca che può essere riempita di gas e che quindi permette alla colonia di galleggiare. Questo “organo” è trasparente ma anche colorato di blu, rosa o violetto.

In genere la caravella portoghese naviga in superficie, con lo pneumatoforo che emerge dall’acqua e che funge da vela, sospinto dal vento. Sotto, i lunghissimi tentacoli, estremamente velenosi e contrattili, catturano, nel loro movimento, piccoli pesci, crostacei e animali planctonici.

La sacca galleggiante piena di gas deve restare sempre umida, quindi spesso viene sgonfiata, in modo da potere sprofondare nell’acqua, per poi rigonfiarsi e risalire. In questo modo la caravella vive tutta la sua vita, di un anno o poco più,caravella portoghese trasportata da venti e correnti. A volte finisce a riva, dove rappresenta un grosso problema. Infatti, anche dopo la morte i suoi tentacoli mantengono per lungo tempo le proprietà velenose. Toccare l’animale, magari per curiosità, diventa dunque un pericolo. Nei tentacoli ci sono tossine che possono causare nell’uomo fortissimi dolori e anche l’arresto cardiaco. Casi di morte dovuti a contatto con la caravella portoghese sono infatti rari, ma noti. Ogni anno, circa 10.000 persone, in Australia, vengono colpite dalla Physalia physalis, e dalla più piccola Physalia utriculus. In genere il dolore si attenua e scompare dopo circa un’ora, ma se le tossine raggiungono i linfonodi le conseguenze sono più severe.

I predatori della caravella, come per esempio la tartaruga comune (Caretta caretta), hanno la pelle troppo spessa per temerne le punture. Un tipo particolare di polpo, il Tremoctopus violaceus, è noto invece per essere immune al veleno; non solo, a volte strappa i tentacoli alla caravella e se serve come difesa.

Questa specie si trova nei mari tropicali e sub-tropicali di tutto il mondo, ma può capitare di avere ritrovamenti di molti individui anche su coste molto più fredde (Inghilterra, Irlanda…). E’ stata avvistata anche in Mediterraneo, al largo della Spagna, della Corsica e nel 2010 anche a Malta.

Marco Affronte


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Aggiunto in: Ambiente & Natura, Biologia Marina

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