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Pericolo in fondo al mare? Gli idrati di metano

idrati di metano: pericolo mare

Gli idrati di metano: gigantesche riserve di metano depositate nel fondo del mare.

Chi ha letto il voluminoso romanzo “Il quinto giorno” di Frank Schätzing si sarà trovato di fronte, forse per la prima volta, a qualcosa che, nel romanzo, ma non solo, può causare una catastrofe naturale di immani proporzioni: gli idrati di metano.
Prima di vedere perchè dovrebbero farci paura, cerchiamo di capire cosa sono.

Gli idrati di metano sono dei composti, in forma solida, formati da acqua – sotto forma di ghiaccio – e metano, in pratica intrappolato nel ghiaccio stesso. Si creano in determinate condizioni che sono, principalmente, elevate pressioni e basse temperature. Come è logico aspettarsi dunque, si trovano in genere in fondo al mare dove l’acqua è molto fredda e la pressione a causa della profondità, molto elevata. Servono in effetti profondità dai 500 ai 4000 metri. E dunque i fondali oceanici ne sono ricchissimi.
Negli spazi porosi fra i sedimenti, giù in profondità fino anche a qualche centinaio di metri dentro ad essi, questi enormi lastroni di ghiaccio e metano occupano ampie superfici lungo i margini oceanici del pianeta.

La riserva di metano contenuta negli idrati è enorme. Si parla di più del doppio dell’equivalente in metano di tutti i depositi fossili conosciuti (petrolio, carbone, gas naturale). Milioni di miliardi di metri cubi di metano che ovviamente hanno ingolosito tutte le compagnie estrattive, che cercano metodi sicuri per poterlo estrarre ed utilizzare. Ma non è semplice. Ma tutt’oggi, diverse nazioni, tra cui USA e Giappone ci stanno lavorando.

Ma perchè gli idrati di metano fanno così paura? Come abbiamo detto essi si formano ad elevate pressioni ma anche a basse temperature. Aumenti di temperatura possono sciogliere i ghiacci e dare quindi via libera al metano che risalirebbe in superficie e poi passerebbe in atmosfera. Il metano è un gas serra circa dieci volte più “potente” dell’anidride carbonica.
idrati di metanoLa dissociazione del metano dagli idrati può quindi creare un innalzamento pericoloso dell’effetto serra. Tra l’altro, questo porterebbe ad ulteriori aumenti di temperatura e dunque alla possibile dissociazione di altri idrati, con liberazione di altro metano, e così via.
Ma non è tutto. Dal momento che gli idrati sono dentro ai sedimenti stessi, lo scioglimento e la distruzione degli idrati può provocare enormi crolli e smottamenti di sedimenti. Questi, è dimostrato, in passato hanno originato gigantesche onde di maremoto, alte decine di metri.
Infine, fuoriuscite di metano imponenti, seppur localizzate, danno origine a risalite verso la superficie di enormi bolle di gas (blow out), le quali creano dei “vuoti”, cioè delle zone di acqua a bassa densità. Talmente bassa che non può più sostenere grossi oggetti galleggianti, come ad esempio le imbarcazioni. In effetti, ma prendiamola come pura teoria, si ipotizza che nel celeberrimo triangolo delle Bermude, dove la concentrazione di idrati nel fondale è una delle più elevate al mondo, siano state proprio queste risalite di metano a “inghiottire” le sfortunate navi di passaggio.

Fantascienza, forse, ma mica poi tanto. E in ogni caso, la paura che un innalzamento della temperatura degli oceani possa provocare grosse dissociazioni di idrati, con le conseguenze che abbiamo appena letto, è reale e diffusa negli ambienti scientifici.

Marco Affronte


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