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Per ammirare il ricamo della Vita basta una passeggiata in spiaggia: le ovature dei Gasteropodi Naticidi

Qualcuno diceva che l’Arte non è altro che imitazione della Natura. Quadri, affreschi, sculture o gioielli da sempre traggono ispirazione nelle bellezze naturali, è risaputo, ma la Natura la si può riscontrare anche nei delicati e ricercati pizzi e merletti.
Non è inconsueto, infatti, il rinvenimento in spiaggia di fragili nastri semicircolari, basalmente ondulati, costituiti da
sabbia agglutinata. Non passano certo inosservati e suscitano la curiosità di molti, stimolandone la fantasia e generando
spiegazioni puramente speculative: fango rimasto sotto gli scarponi, sabbia secca, alghe, foglie, plastica, cartone…
Ma la loro vera natura è probabilmente più spettacolare di qualsiasi ipotesi: sono ovature di un Mollusco Gasteropode,
complesse e artistiche meraviglie portatrici di vita!

La somiglianza tra un prezioso merletto e le ovature di Neverita josephinia è incredibile. Il delicato ricamo è un Colletto di Venezia di fine XVII, inizio XVIII secolo proveniente dalla Collezione Adele Fornoni Bisacco, mentre il Gasteropode proviene dalla collezione Andrea Bonifazi.

L’abile artista che lungo le nostre coste realizza tali prodigiosi intarsi è primariamente Neverita josephinia, un Gasteropode Naticide che molto comunemente possiamo osservare spiaggiato: morfologicamente molto simile a una chiocciola terrestre, è caratterizzato da una conchiglia leggermente appiattita, globosa e liscia, tinteggiata da un delicato rosa pallido e c’è chi, a causa di questa particolare morfologia, la chiama più comunemente “Natica”. Più poetico, quasi leopardiano, è il corrispettivo nome anglosassone, sempre ispirato dalla deliziosa rotondità di questi Molluschi: “Moon Snails”, cioè “Chiocciole della Luna”.
Questi simpatici invertebrati vivono infossati nella sabbia, dove scavano lunghi tunnel profondi pochi centimetri,
comportamento favorito dal mantello che ricopre quasi interamente la conchiglia e dalle sue abbondanti secrezioni di muco,
adattamenti che impediscono alla sabbia di danneggiare il Mollusco.
Strutture analoghe sono riscontrabili anche in altre specie appartenenti alla medesima famiglia, quali Naticarius hebraeus, N. stercusmuscarum, Cochlis vittata o Euspira nitida.

Neverita josephinia con il mantello espanso parzialmente infossato nella sabbia (Ph. Roberto Pillon)

Tra Aprile e Giugno, dopo aver incubato le uova nella porzione posteriore del corpo, producono la loro inconfondibile ovatura: gli ammassi di uova, unistratificati, sono disposti all’interno di un nastro semicircolare lungo circa 6 cm e largo 3, dotato di un margine inferiore ondulato, costituito da sabbia medio-fine agglutinata grazie a un muco secreto dall’animale stesso.
Le uova non sono facilmente distinguibili soprattutto se l’ovatura, ormai spiaggiata, appare secca e disidratata…ma basta
osservarla in controluce per scorgere le centinaia di piccole cellette! Osservandone più dettagliatamente con la
lente di ingrandimento una sezione, è anche possibile scorgere delle piccolissime e meravigliose protoconche (la prima conchiglia che ha l’animale subito dopo la schiusa). Se nuovamente bagnato, questo fragilissimo nastro sabbioso torna ad
essere incredibilmente elastico e malleabile, palesando la presenza del “mucoso cemento”, fino a quel momento essiccato.
Questi affascinanti Gasteropodi, apparentemente anonimi e dai pattern poco appariscenti, sono in realtà i padroni delle
sabbie infralitorali: è infatti opera loro anche il forellino perfetto che spesso è possibile osservare sulle valve di
molti Bivalvi spiaggiati, che rappresenta i resti della predazione degli infallibili Naticidi!

A sinistra le cellette visibili all’interno dell’ovatura, a destra la sua sezione con una protoconca ben visibile (Ph. Andrea Bonifazi)

Una semplice passeggiata sulla spiaggia è quindi scandita dalla presenza silenziosa di questi Gasteropodi, instancabili dispensatori di Vita e di Morte in un affascinante uroboro zoologico su cui troppo spesso non ragioniamo adeguatamente…una delle tante forme di Arte vivente che trova nelle ovature un eclatante esempio.

Andrea Bonifazi

Bibliografia

Antit M., Daoulatli A., Urra J., Rueda J. L. Gofas, S., Salas, C. (2016). Seasonality and trophic diversity in molluscan assemblages from the Bay of Tunis (southern Mediterranean Sea). Mediterranean Marine Science, 17(3), 692-707.

Giglioli M. E. C. (1955). The egg masses of the Naticidae (Gastropoda). Journal of the Fisheries Board of Canada, 12(2), 287-327.

Huelsken T., Marek C., Schreiber S., Schmidt I., Hollmann M. (2008). The Naticidae (Mollusca: Gastropoda) of Giglio Island (Tuscany, Italy): Shell characters, live animals, and a molecular analysis of egg masses. Zootaxa, 1770, 1-40.


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